30 Mar 2026 appalti, appalti pubblici, cgil carpi, comune carpi, salario minimo, salute sicurezza, subappalti,
È un passo avanti la mozione adottata il 26 marzo dal Consiglio comunale di Carpi che impegna l’Amministrazione stessa ad aprire un percorso di confronto con le organizzazioni sindacali per l’introduzione del salario minimo di 9 euro l’ora negli appalti pubblici.
“Il salario minimo è un punto di partenza significativo, ma bisogna assumere come temi prioritari le complessive condizioni di lavoro negli appalti – commenta Maurizio Guidotto coordinatore di zona della Cgil di Carpi – A questo scopo occorre aprire una discussione anche su altri temi come l’eliminazione del subappalto a cascata e delle offerte al massimo ribasso, garantire la sicurezza sul lavoro e inoltre serve un approfondimento sulla corretta individuazione dei contratti nazionali di riferimento che si applicano alle lavorazioni previste dagli appalti.”
In particolare su quest’ultimo punto il sindacato richiama l’attenzione dell’Amministrazione sui criteri con i quali si individuano i contratti nazionali applicabili ai lavoratori e alle lavoratrici degli appalti; per il sindacato i contratti devono avere almeno una doppia caratteristica: essere sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative – come lo sono i contratti nazionali firmati da Cgil Cisl e Uil – ma occorre anche che i contratti applicati siano strettamente connessi all’attività oggetto dell’appalto.
Il contrasto al subappalto a cascata poi – a giudizio del sindacato – va nella direzione di garantire legalità e sicurezza sul lavoro. È dimostrato, infatti, che gli appalti che vengono a loro volta appaltati a un subappaltatore, si caratterizzano innanzitutto per il progressivo degrado delle condizioni di sicurezza che sono garantite ai lavoratori. In altre parole più si subappalta più aumentano i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori.
Per la Cgil queste garanzie sono indispensabili per il confronto di merito finalizzato a condividere l’obiettivo della mozione per contrastare il dumping contrattuale e l’utilizzo di contratti “pirata” meno tutelanti per i lavoratori e le lavoratrici.
“Per quanto ci riguarda sono queste le condizioni per partire con un confronto – conclude Guidotto – visto che il quadro normativo di tutele e garanzie per i lavoratori è peggiorato da interventi di questo governo, il quale si è sempre sottratto a un confronto vero con le organizzazioni sindacali rappresentative preferendo il confronto con sigle non rappresentative e firmatarie di contratti pirata”.
La Cgil auspica che si possa sviluppare un confronto più generale sulle tutele per i lavoratori degli appalti e che questo confronto si possa sviluppare in un ambito politico ed amministrativo più ampio anche con l’Unione delle Terre d’Argine.
Carpi (Modena), 28/3/2026

