12 Mag 2009 fp,
La CISL, coerentemente con quanto fatto da molti mesi a questa parte, assesta un altro colpo all’unità sindacale ed alla forza della rappresentanza unitaria dei lavoratori.
Premessa
I lavoratori del Comune di Modena conoscono bene, dal momento che è stato dettagliatamente illustrato nelle assemblee unitarie svoltesi tra il 15 ed il 21 aprile, le difficoltà a chiudere l’ultima trattativa ancora aperta inerente il Fondo integrativo anno 2008 (nello specifico l’accordo sulle attività disagiate svolte dai lavoratori di categoria A-B-C); come sanno bene che queste difficoltà saranno ancora più grandi nella contrattazione del Fondo integrativo anno 2009. Ciò è dovuto agli effetti della L. 133/2008 (più nota come Legge Brunetta), che oltre ad una serie di umiliazioni per il lavoro pubblico e per i pubblici dipendenti (basti pensare agli “arresti domiciliari” in caso di malattia) prevede pesanti tagli alle risorse destinate alla contrattazione decentrata, obbligando, nel caso del Comune di Modena, a tagliare 315.000 euro per l’anno 2008 e ben 630.000 euro per l’anno 2009.
L’attuale situazione
Sulla base delle considerazioni fatte dai lavoratori nelle assemblee, stiamo cercando di chiudere le trattative per l’anno 2008 in modo che tutti i disagi siano effettivamente retribuiti. Ben consci ovviamente che, in assenza di un profondo mutamento del quadro legislativo nazionale (per il quale solamente la CGIL pare veramente impegnarsi), nel 2009 i compensi del salario accessorio subiranno significativi mutamenti al ribasso.
Il Comune di Modena
L’attuale posizione tenuta dal Comune di Modena non è assolutamente sufficiente. Non vi è ombra di dubbio che i tagli al salario accessorio dei propri dipendenti sono responsabilità delle scelte del Governo e non dipendono dalla volontà dell’Amministrazione, come non vi è ombra di dubbio che il Comune ha seri vincoli normativi alla possibilità di integrare il fondo con altre risorse.
Ma altrettanto, non vi è ombra di dubbio che il Comune di Modena si nasconde dietro molte norme di legge, risulta eccessivamente rigoroso su una serie di proposte di parte sindacale assolutamente attuabili e, così facendo, non tutela a sufficienza quell’enorme patrimonio che sono i lavoratori di questo ente, non si accorge che così facendo sta significativamente contribuendo a far calare quel senso di appartenenza che è il vero valore aggiunto del lavoro pubblico, e che permette a tanti servizi comunali di risultare così apprezzati dalla cittadinanza.
In molti sta sorgendo un dubbio, più che lecito: non è che al Comune questi tagli, tutto sommato, facciano anche comodo, tanto poi la colpa è del Governo?
Inoltre non si può pensare di compensare il taglio al Fondo integrativo con l’aumento del buono pasto, in quanto il salario accessorio viene ripartito fra tutti i lavoratori mentre il buono pasto è utilizzato solamente da una parte.
L’aumento del buono pasto deve comunque avvenire, in quanto la cifra riconosciuta, 6,50 euro, è ferma da tempo e non risulta più adeguata, considerato il notevole aumento dei costi negli ultimi anni.
Il comunicato della CISL FP
Come detto, le assemblee sono state indette in modo unitario da tutte le sigle sindacali rappresentate nel Comune di Modena, la posizione al tavolo di trattativa è sempre decisa in modo unitario e le trattative sono fatte unitariamente.
Per questo è una grave scorrettezza che una sola sigla sindacale decida di inviare un comunicato alla stampa. L’intento è molto chiaro: quello di “farsi belli” davanti ai lavoratori, lasciando intravvedere, ad un osservatore poco attento, di un sindacato combattivo, quello più impegnato in questa difficile situazione. In più la CISL FP ha anche un’altra, evidente, necessità: quella di cercare di accreditarsi davanti ai lavoratori non solamente per essere l’organizzazione che ha smesso di contrastare i provvedimenti vessatori derivanti dall’azione del Ministro Brunetta, ed anzi, ha sottoscritto con quest’ultimo accordi sui rinnovi contrattuali che nulla hanno a che vedere con la tutela ed il giusto compenso dei lavoratori.
Non è credibile non contrastare, o addirittura sottoscrivere, a Roma provvedimenti che limitano i diritti e le tutele, obbligano gli enti locali a pesantissimi tagli e poi ergersi a Modena a paladini dei lavoratori!!
Come non è coerente, e coloro che hanno partecipato alle assemblee lo hanno sicuramente già notato, dichiarare “per noi l’unità sindacale deve partire dal basso ed è un bel segnale che qui al Comune di Modena le varie sigle sindacali lavorino unitariamente” e poi cercare di fare bella figura emettendo un comunicato in solitudine.
Citando un vecchio detto modenese, proprio questo è il punto: cercare di “fare bella figura con poca spesa!”

