10 Feb 2010 flai,
In data odierna si è tenuta l’assemblea dei lavoratori di Apofruit di San Martino Spino relativamente all’ipotesi di accordo sulla riorganizzazione industriale del gruppo in Emilia Romagna raggiunta dal coordinamento regionale nella tarda serata di lunedì scorso.
Nella assemblea sono riemersi con forza i giudizi negativi sul piano industriale e sulla gestione aziendale della vertenza, ma anche relativamente all’ipotesi di accordo sono state segnalate preoccupazioni relativa alla durata dello stesso, valido infatti per il 2010 ed il 2011.
I lavoratori hanno comunque approvato l‘ipotesi raggiunta nella tarda serata di lunedì dal coordinamento regionale, chiedendo alle organizzazioni sindacali di attivare al più presto il previsto tavolo con le istituzioni per cercare di avere maggiori certezze sul futuro del sito di San Martino Spino.
In particolare l’accordo siglato l’8 febbraio e approvato da tutto il coordinamento RSU Apofruit, prevede:
- MOBILITA’: I lavoratori interessati saranno massimo 6 e solo su base volontaria;
- APPALTO CARICO: L’appalto, che interessa lo stabilimento di Longiano (FC), assume carattere sperimentale e non strutturale; infatti è prevista una verifica tra le parti a fine 2011 e comunque l’accordo prevede la non estendibilità di questo strumento ad altra qualsiasi attività produttiva di Apofruit;
- SITO DI SAN MARTINO SPINO: A San Martino Spino (Mo) rimarranno parte delle lavorazioni che il piano di riorganizzazione aziendale invece prevedeva spostate sul sito di Altedo (Bo) grazie alle quali sarà garantito ad una parte di lavoratori a tempo determinato un obiettivo minimo di 104 giornate mentre le restanti giornate, per il completamento della fascia occupazionale, saranno assicurate presso lo stabilimento di Altedo (BO). I lavoratori interessati alla trasferta percepiranno una indennità di disagio per compensare il consistente aumento di distanza casa-lavoro .
- L’accordo prevede anche la costituzione di un tavolo istituzionale provinciale e/o regionale per l’individuazione di colture da produrre e lavorare nello stabilimento di San Martino Spino atte a garantire un futuro e una prospettiva occupazionale per quei lavoratori oggi interessati alla riorganizzazione.

