CONVEGNO CGIL AREA NORD SULLE PROSPETTIVE DEL DISTRETTO MERCOLEDI 12 NOVEMBRE

10 Nov 2008 convegno,

Mirandola, 10 novembre 2008

 

 

A poco più di 4 mesi dal convegno sul futuro del settore biomedicale a Mirandola svoltosi lo scorso 2 luglio, la CGIL di zona insieme al sindacato di categoria FILCEM-FILTEA organizza un nuovo appuntamento mercoledì prossimo 12 novembre (ore 9 – sala Granda Municipio Mirandola) per affrontare una problematica ancora più attuale: il potenziale rischio di perdita di competitività dell’intero distretto dell’Area Nord trascinata dalla crisi del settore biomedicale.

L’apertura  dei lavori intorno alle ore 9.30 è affidata alla nuova segretaria provinciale della categoria unificata FILCEM/FILTEA Manuela Gozzi, a seguire l’introduzione di Roberto Righi (FILCEM Area Nord) e le comunicazioni di Erminio Veronesi (FIOM), Stefano Saltari (FILCEM), Sonia Roversi (FILTEA), i sindaci di Finale Emilia Raimondo Soragni e di Mirandola Luigi Costi, Massimo Braida di Iride Formazione Area Nord e Vanni Ficcarelli della segreteria provinciale CGIL.

Le conclusioni sono affidate a Giordano Giovannini segretario FILCEM-FILTEA Emilia-Romagna. E’ prevista la partecipazione di altri sindaci dell’Area Nord e di rappresentanti di Cisl, Uil, Cna, Lapam-Federimpresa e rappresentanti delle Associazioni Industriali.

Gli effetti della crisi economico-finanziaria unitamente alla deindustrializzazione che negli anni ha toccato settori importanti come l’agrolimentare e il tessile, fanno temere alla CGIL affetti negativi per l’intero distretto e per le aziende dei diversi comparti produttivi, interessate sempre più da delocalizzazioni e ristrutturazioni con forti ripercussioni sull’occupazione.

Il caso emblematico è la recente decisione della multinazionale Gambro-Dasco comunicata ai sindacati di delocalizzare i reparti di assemblaggio manuale e automatico della plastica nella Repubblica Ceca che determinerà ben 160 esuberi nel sito di Medolla.

Ma segnali di crisi e ristrutturazioni si stanno verificando anche nella ceramica, nel metalmeccanico e nel tessile. Nel corso del convegno si porteranno casi concreti di crisi aziendali e/o ristrutturazioni nei diversi settori.

La vicenda Gambro rappresenta oggi la punta più avanzata di una crisi che se non affrontata con misure e strumenti adeguati rischia di condizionare, oltre che l’intero settore la tenuta occupazionale dell’intera area nord.

Per la CGIL è inaccettabile che a pagare la crisi siano i lavoratori, con la messa in cassa integrazione o peggio ancora con la perdita del posto di lavoro per chi ha contratti a tempo determinato e per i lavoratori somministrati.

Per questo la CGIL dell’Area Nord, insieme al sindacato di categoria, intende coinvolgere tutte le parti politiche, sociali ed economiche affinché, nel rispetto di ruoli e prerogative, si mettano in campo le soluzioni adeguate a rilanciare il territorio e a evitarne il depauperamento economico e produttivo, a mantenere in loco e qualificare i siti produttivi, puntando su ricerca, innovazione tecnologica e sviluppo, sostegno creditizio a imprese e famiglie, ricerca di nuovi mercati di sbocco, supporti formativi per la ricollocazione del personale in esubero, integrazione al reddito per chi perde il lavoro e estensione degli ammortizzatori sociali anche a chi oggi ne è escluso.

Per la CGIL ogni piano industriale è credibile se a fronte di riduzioni del personale o ricorso alla Cig, si procede contestualmente alla stabilizzazione anche dei lavoratori precari che rimangono in forza all’azienda.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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