CONVEGNO FP/CGIL SULLA PSICHIATRIA A MODENA A 30 ANNI DALLA RIFORMA BASAGLIA, MERCOLEDI 18 GIUGNO

16 Giu 2008 convegno, presidio,

Modena, 16 giugno 2008

 

E’ promosso dalla Funzione Pubblica/CGIL di Modena il convegno sulla psichiatria a 30 anni dalla legge di riforma Basaglia (13 maggio 1978) che si tiene la mattina di mercoledì 18 giugno (ore 9-13) presso l’aula Universitaria T02 del Policlinico (via del Pozzo).

Si vuole discutere dello stato di applicazione della riforma che fece uscire la malattia mentale e il suo trattamento sanitario da una logica di detenzione ed esclusione che era propria dei manicomi, per puntare al reinserimento sociale delle persone affette da disturbi mentali e dare supporto a loro e alle famiglie attraverso una capillare rete di strutture pubbliche sul territorio, dai centri di igiene mentale, alle case-famiglia, ai luoghi di lavoro, ecc…

 

Della grande sfida lanciata 30 anni fa dalla legge Basaglia e del suo stato di applicazione nella nostra realtà, sono chiamati a parlarne diversi relatori al convegno. Apre i lavori la relazione di Alfredo Maglitto responsabile Sanità FP/CGIL Modena, a seguire gli interventi di Giuseppe Caroli direttore generale Azienda Usl, gli psichiatri Fausto Mazzi (Dipartimento Salute Mentale Modena) e Rubes Bonatti (responsabile Area Nord Dipartimento Salute Mentale), Anna Franca psicologa-psicoterapeuta del servizio di psicologia clinica, Massimo Bigarelli responsabile SERT Area Nord Dipartimento Salute Mentale, Monica Muci infermiera del servizio presidio di Diagnosi e Cura e Sauro Salati segretario FP/CGIL Emilia-Romagna. Dopo gli interventi del pubblico sono previste le conclusioni di Donato Pivanti segretario CGIL Modena e Rossana Dettori segretario nazionale FP/CGIL.

 

La FP/CGIL ritiene che anche a Modena la Basaglia abbia trovato applicazione nel superamento dei manicomi e nella considerazione del malato mentale come cittadino alla pari degli altri (con eguali diritti-doveri), ma che sia ancora oggi carente la presa in carico sociale del malato nelle strutture territoriali, mentre parallelamente si è puntato molto sull’ospedalizzazione per i casi acuti ed estremi (pur previsti dalla legge di riforma), tanto che Modena ha fra i più alti tassi di ricovero, con il rischio di supplire in tal modo alle passate strutture di custodia.

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