CRISI EDILIZIA: INTERVENGONO I SINDACATI

02 Lug 2009

Modena, 2 luglio 2009

 

 

 

Preoccupano i sindacati del settore i dati negativi sull’andamento dell’edilizia modenese, diffusi ieri dalle Casse Edili. La Flc (sigla unitaria delle organizzazioni sindacali Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil) ritiene che la fase negativa delle costruzioni non abbia ancora toccato il suo apice. «La nostra percezione è che gli appalti pubblici e privati si ridurranno entro il 2009 di un ulteriore 15-20 per cento», affermano Bruno Solmi (Uil), Domenico Chiatto (Cisl) e Sauro Serri (Cgil) che, per questo motivo, chiedono ai nuovi amministratori locali di recuperare risorse dai bilanci comunali per avviare un programma di opere pubbliche a breve-medio termine, a partire dalle infrastrutture, prevedendo anche il superamento del patto di stabilità per gli enti pubblici che hanno i conti in ordine. Alle nuove amministrazioni locali i sindacati chiedono anche di snellire le procedure per il rilascio delle concessioni edilizie e delle autorizzazioni a costruire giacenti negli uffici, e di accelerare i tempi di pagamento alle imprese che eseguono lavori pubblici. La Flc modenese si rivolge anche alle banche, esortate a sostenere sia le imprese di costruzioni pronte ad aprire cantieri sia i lavoratori che hanno bisogno del mutuo per l’acquisto della prima casa. «Alle associazioni imprenditoriali chiediamo di continuare il confronto che ha al centro la salvaguardia delle professionalità presenti nel nostro settore e il sostegno al reddito dei lavoratori licenziati o in cassa integrazione, anche con interventi straordinari e innovativi che giudichiamo necessari in questa fase difficile – dicono Solmi, Chiatto e Serri – Occorre trovare strumenti contrattati tra le parti sociali affinché attraverso gli enti bilaterali si definiscano accordi per garantire il pagamento delle prestazioni assistenziali ai dipendenti di imprese in difficoltà negli accantonamenti alle Casse Edili. Tali intese dovranno comprendere anche momenti di qualificazione e riqualificazione del personale sospeso dal lavoro o in mobilità, per mantenerlo legato al settore delle costruzioni e, laddove sia possibile, costruire un processo virtuoso di reinserimento nel mercato del lavoro». I sindacati ricordano, poi, che il rilancio del settore edile non può prescindere dalla regolarità, qualità e sicurezza. La Flc ritiene che siano utili intese per garantire una fiscalità di vantaggio e forme di accesso al credito che agevolino le imprese regolari e che tengono comportamenti virtuosi anche in questo momento di crisi, utilizzando gli ammortizzatori sociali e tutti gli altri strumenti previsti dalle leggi a salvaguardia dell’occupazione. «Il nostro obbiettivo prioritario è la tenuta del sistema delle costruzioni per evitare che la grande competizione tra le imprese agevoli le aziende irregolari a danno di quelle regolari. Auspichiamo che le forze dell’ordine e la magistratura continuino l’opera di controllo del territorio per impedire che la crisi di liquidità delle imprese favorisca soggetti capaci di mobilitare grandi risorse di dubbia provenienza, a discapito – conclude la Flc modenese – delle imprese regolari e strutturate che rispettano le leggi ed i contratti».

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