DA DOMANI MAR 23 LUGLIO, SCIOPERO DI 6 GIORNI DEGLI OPERATORI DEL CIE DI MODENA

22 Lug 2013 sciopero,

Modena, 22 luglio 2013

Da domani martedì 23 luglio e sino a domenica 28 luglio i lavoratori del Centro di identificazione ed espulsione (CIE) di Modena saranno in sciopero.

L’azione di lotta è stata proclamata dalla Fp/Cgil poiché la Prefettura ha sì garantito che sono avviate le procedure per pagare le due mensilità scadute di maggio e giugno 2013 (e si tratta di una notizia molto positiva), ma la situazione al CIE non è certo migliorata, come ben noto a tutti.

Non vi è alcuna garanzia di pagamento delle prossime mensilità: ricordiamo che dal 1° luglio 2012 ne è stata versata con puntualità solamente una, e da ben 9 mesi il Consorzio L’Oasi non riesce a farvi fronte autonomamente.

Non sono costantemente rispettate varie norme in materia di sicurezza sul lavoro, né relativamente all’orario di lavoro (norme che L’Oasi pare non conoscere nemmeno).

Non solo: siccome a fronte dei continui disordini dovuti alle condizioni in cui vivono i trattenuti si è ridotto significativamente il numero di persone recluse nella struttura, L’Oasi ha comunicato l’intenzione di aprire la procedura di cassa integrazione per esubero di personale.

Insomma, cornuti e mazziati: non pagati, in condizioni lavorative assai discutibili, ed ora anche con il posto di lavoro a rischio!

Se i trattenuti sono pochi, cassa integrazione; se sono molti, condizioni gestionali e lavorative improponibili.

Gli operatori del CIE chiedono soltanto di svolgere dignitosamente il proprio lavoro, e di vedersi riconosciuto quanto dovuto per sostenere le proprie famiglie.

E’ forse chiedere troppo da una struttura gestita tramite una convenzione facente riferimento al pubblico, ed in particolare al Ministero dell’Interno, che è l’istituzione che deve garantire agli italiani il rispetto delle leggi?

Nei 6 giorni di sciopero saranno garantiti i servizi minimi essenziali (come previsto dalla legge 146/90), la Fp/Cgil segnala però che i lavoratori in servizio sono talmente pochi – in particolare gli infermieri – che per garantire i servizi minimi, anche l’esercizio del diritto di sciopero è fortemente limitato.

I lavoratori del CIE hanno già dimostrato, e lo stanno facendo tutt’ora, un grandissimo senso di responsabilità. Si aspettano ora la stessa responsabilità da tutti coloro che hanno la possibilità di risolvere questa situazione.

Fp/Cgil Modena

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