12 Mag 2009 fp,
Il 30 aprile presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri si è consumato l’ennesimo strappo delle più elementari relazioni sindacali e regole democratiche, ad opera del Ministro Brunetta, che ha impedito alla CGIL di partecipare alla trattativa. In quella sede CISL UIL e UGL sottoscrivevano, con preoccupante disinvoltura, “l’Intesa per l’applicazione dell’Accordo quadro sulla riforma degli assetti contrattuali del 22 gennaio 2009, ai comparti del settore pubblico”.
Sembrava conclusa la stagione degli accordi separati, visto che appena il giorno prima i tre Segretari Nazionali facevano uscire un comunicato unitario, sulle trattative per il rinnovo del Contratto della Sanità.
Invece, senza dire nulla ai lavoratori e calpestando tutte le regole sulla rappresentanza, quelle “Organizzazioni Sindacali” sono riuscite a programmare un ulteriormente peggioramento delle condizioni contrattuali, confermando il taglio medio del 30% degli incrementi per i prossimi rinnovi contrattuali.
Oltre ai tagli già previsti dalla “Legge Brunetta, per l’anno 2009, dal 2010 anche i dipendenti pubblici potrebbero essere costretti a subire un Modello Contrattuale che oltre a penalizzare diritti e salari, durerà per molti anni e quindi, ben oltre la fine della crisi economica nel nostro Paese.
Infatti il recupero della produttività e dell’efficienza tanto invocate, sono state affidate ad un misero sistema di Valutazione, peraltro senza finanziamenti, mentre risultano pesantemente inasprite le Sanzioni Disciplinari.
D’ora in poi potremo, a totale discrezione del capo-servizio, essere licenziati in caso di scarso rendimento o di incompetenza professionale
Manca totalmente una vera lotta agli sprechi e allora spazio ai privati, alle Assicurazioni, agli Enti Bilaterali che gestiranno la previdenza complementare, le forme di assistenza sanitaria integrativa, la formazione, la Sicurezza e potranno Certificare i Rapporti di lavoro.
Il ruolo contrattuale del sindacato sostituito
da quello di servizio!!!
L’idea di fondo è quella di sostituire per molti aspetti alla contrattazione fra le parti, la norma di Legge. In particolare vincolando le risorse economiche, a limiti di compatibilità di bilancio, decisi unilateralmente dalla controparte, sia che si tratti del Contratto Nazionale sia che si tratti di quello aziendale.
Significa dire addio alla Contrattazione integrativa che fra l’altro nella nuova formulazione non potrà più sommare i benefici aziendali a quelli nazionali.
Al nuovo dirigente (che agisce con i poteri del datore di lavoro privato) vengono assegnate competenze per la gestione delle risorse umane, la valutazione del personale, la mobilità, l’organizzazione del lavoro e la possibilità di irrogare sanzioni, fino alla sospensione del rapporto di lavoro.
Le nuove Fasce economiche verranno assegnate soltanto in modo selettivo, dando priorità alla valutazione individuale, mentre le Progressioni Verticali andranno a Concorso Pubblico, con la riserva del 50% per gli interni.
Le elezioni delle RSU vengono rinviate per un triennio con il Decreto Attuativo della legge N°15 del 4/3/ 2009, impedendo in tal modo, la libera espressione democratica dei lavoratori.
Un Decreto che attualmente si trova in fase di approvazione e che contiene inoltre, lo schema di modifica di tutto il rapporto di lavoro pubblico, al quale ci opporremo con ogni mezzo.
Una riforma che realizza gravi disuguaglianze, che apre a pericolosi “ricatti” sul posto di lavoro e nella quale i lavoratori più deboli sono destinati a diventare ancora più indifesi e soli di fronte allo strapotere del datore di lavoro.
Anche questa volta CISL e UIL
eviteranno di consultare i lavoratori ?
La gravità delle decisioni assunte merita una risposta forte da parte della CGIL e dei lavoratori, tutti !!!

