DDL STUPRI, IL RE E’ NUDO!

28 Gen 2026 cgil, coordinamento donne spi, ddl stupri, ddl valditara, educazione affettiva e sessuale, modena, spi, violenza donne,

Speravamo che su un tema dirimente come la violenza sulle donne il Governo mantenesse il patto siglato con l’opposizione relativamente alla legge sul consenso.
Invece con un colpo di mano, per altro ad opera di un avvocato donna, si è provveduto a snaturare il senso di quella proposta legge.
Si è sostituito infatti il concetto di “consenso” con quello di “dissenso”, cioè mentre prima il consenso della donna ad un rapporto sessuale era decisivo, ora diventa superfluo e diventa dirimente solo il dissenso chiaramente espresso, cioè se la donna non si esprime chiaramente, l’uomo è legittimato ad agire senza attendere il consenso verbale.
In un paese in cui i femminicidi continuano ad aumentare, pensiamo che questo sia gravissimo, e insieme al Ddl Valditara che subordina qualsiasi attività scolastica che riguardi i temi alla sessualità nelle scuole medie e superiori, al consenso dei genitori, vadano nella direzione opposta a quel cambiamento culturale necessario a debellare questa piaga.
Tutto ciò, ferisce particolarmente perché avviene durante il primo governo guidato da una donna.

La Cgil di Modena e il Coordinamento Donne esprimono pertanto una forte contrarietà alla cosiddetta “proposta Buongiorno” sulla violenza di genere.
Il completo stravolgimento della questione relativa al consenso sposta l’attenzione sul comportamento della vittima, rafforzando la cultura patriarcale di colpevolizzazione delle donne.
La violenza non nasce da un equivoco di comunicazione, ma da un abuso di potere e da una volontà di dominio sulla donna considerata unicamente come oggetto di possesso maschile.
Chiediamo con forza al Governo di modificare radicalmente il provvedimento e di aprire un confronto reale con i centri antiviolenza e tutte le associazioni che si occupano di violenza di genere.
I diritti e la dignità delle donne non sono negoziabili e non vogliamo più assistere a passi indietro culturali e giuridici, quando invece ci sarebbe bisogno di prevenzione, di educazione alla relazione e al rispetto e soprattutto di tutele effettive per le donne.

Aurora Ferrari, segreteria Cgil Modena
Mariacristina Soli, Coordinamento Donne Spi Cgil Modena

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