10 Mar 2026 defibrillatore, poste italiane, salute sicurezza, sicurezza, slc,
La decisione di installare defibrillatori nelle sedi di Poste Italiane con oltre 100 dipendenti rappresenta certamente un passo importante sul piano della sicurezza nei luoghi di lavoro. Parliamo di dispositivi salvavita che possono fare la differenza nei primi minuti di un arresto cardiaco e che, per questo, dovrebbero essere presenti da tempo in realtà lavorative dove operano ogni giorno centinaia di persone.
Accogliamo quindi positivamente la scelta di procedere in questa direzione. Allo stesso tempo, però, riteniamo necessario ristabilire con chiarezza il percorso che ha portato a questa decisione.
Il tema della mancanza di defibrillatori nel centro di recapito di Modena, non nasce oggi e non nasce nelle dichiarazioni a mezzo stampa. A portarlo all’attenzione sono stati innanzitutto i lavoratori, che nei mesi scorsi hanno espresso forte preoccupazione per l’assenza di strumenti salvavita in strutture con una presenza quotidiana così elevata di personale.
Paure comprensibili e legittime, emerse direttamente dai luoghi di lavoro, dove la consapevolezza di non avere a disposizione un defibrillatore in caso di emergenza ha generato allarme e richieste di intervento. È da queste segnalazioni, chiare e insistenti, che il tema è arrivato sui tavoli del confronto azienda-sindacati sulla sicurezza.
Proprio per questo sorprende leggere, nell’articolo pubblicato oggi su “Il Resto del Carlino”, una ricostruzione che attribuisce ad un sindacato un ruolo esclusivo nell’aver portato a casa questo risultato. Una narrazione che appare quanto meno parziale e che rischia di oscurare ciò che è realmente accaduto, ovvero la richiesta generalizzata avanzata dai lavoratori anche nell’ultima assemblea organizzata dalla Slc Cgil.
La sicurezza sul lavoro non è terreno di primogeniture, né di bandierine da piantare a posteriori. In questa vicenda il primo campanello d’allarme è arrivato dai lavoratori, spaventati e consapevoli dei rischi, che hanno avuto il merito di denunciare una carenza evidente e di chiedere con determinazione maggiori tutele.
Il risultato raggiunto è certamente positivo. Ma sarebbe bene evitare ricostruzioni interessate o rivendicazioni tardive. Perché quando si parla di sicurezza e di vite umane, i meriti non si assegnano nei comunicati: si misurano nella capacità di ascoltare i lavoratori quando segnalano un problema, non dopo che quel problema è finito sui giornali.
Sindacato Slc/Cgil Modena
Rsu Slc Cgil Poste Modena
Modena, 10/3/2026

