18 Ott 2008 sciopero,
Modena, 20 ottobre 2008
Il segretario regionale del sindacato Confsal Letizia Giello ha stigmatizzato sul quotidiano L’Informazione sabato scorso 18 ottobre le critiche mosse dalla FILT-CGIL giudicandole un attacco vergognoso, teso a limitare l’avanzata del suo sindacato.
Qui non è in discussione l’ascesa o meno del sindacato Confsal, ma i suoi modi di trovare consenso: consenso che trae origine, prima ancora che dai lavoratori, dalle imprese.
Letizia Giello spiega inoltre che, le differenze salariali per i lavoratori passati dalle coop ESC e Palcap di Carpi alla nuova cooperativa Bloom per effetto dell’applicazione del contratto nazionale “Attività ausiliarie Unci/Confsal” verranno mantenute ai lavoratori. Ma come??
I rappresentanti delle società da noi interpellati, hanno dichiarato che intendono ridurre il costo del lavoro: allora come si intende garantire il trattamento economico migliorativo applicato in precedenza con il contratto FILT/FIT/UILTA?
Magari trasformando le quote di minimo salariale nazionale applicato in precedenza in un bel premio di produzione aziendale o adottando lo strumento della trasferta esente, già in parte adottato dalle società in questione, con un bel risparmio previdenziale e fiscale.
Forse sarà bene chiedere all’Inps e all’ufficio delle Entrate se sono contenti.
Ma spieghiamo quali sono le differenze tra i due contratti: i lavoratori della ESC e della Palcap per effetto della applicazione del contratto nazionale Merci e Logistica sottoscritto dalle Organizzazioni Sindacali Filt Fit Uiltrasporti avevano diritto a una retribuzione minima mensile lorda pari a € 1.269,47 x 14 mensilità + TFR per un totale annuale pari a € 19.089,06, mentre il trattamento del Ccnl UNCI/Confsal prevede una retribuzione minima mensile lorda pari a € 976,79 x 13 mensilità + TFR per un totale annuale pari a € 13.638,88.
Il conto pertanto è presto fatto, una decurtazione secca annuale pari a € 5.450,18 lordi (circa il 30% in meno) alla quale si aggiungono alcuni peggioramenti, quali: aumento dell’orario ordinario settimanale da 39 a 40 ore, maggiorazioni inferiori per prestazioni straordinarie, scomparsa delle 40 ore di ROL (Riduzione orario di lavoro), per citarne alcune. Per cui, più lavoro e meno salario. E’ questo il ruolo del sindacato? Noi riteniamo di no.
Nell’accordo prospettato esiste un’ulteriore beffa. Infatti, anche ammesso che ai lavoratori interessati vengano riconosciute le differenze retributive, la segretaria della Confsal dovrebbe sapere che, per le regole che vigono in queste Cooperative, il solo trattamento minimo non è derogabile in pejus anche in caso di crisi dell’azienda, mentre l’eventuale premio, che la Confsal sostiene di garantire, è derogabile, come del resto previsto in modo chiaro all’art. 93 del contratto UNCI-Confsal. Con il rischio che in caso di stato di crisi, difficilmente contestabile dai lavoratori, il consiglio di amministrazione della cooperativa decida, magari fra qualche mese, di sospendere l’erogazione del premio aziendale.
Perché queste cose la Signora Giello della Confsal non le ha spiegate nelle assemblee, magari accertandosi che, essendo i lavoratori coinvolti in maggioranza di provenienza straniera avessero capito bene e, fatto questo, garantire attraverso accordo sindacale la tutela e non lasciarli alla mercé della contrattazione individuale?
La Confsal può agire nei confronti della FILT/CGIL come ritiene più opportuno, noi continueremo a tutelare i lavoratori, cercando di evitare che, attraverso l’applicazione di contratti come quello sottoscritti dalla Confsal i lavoratori non siano costretti a lavorare 300 ore al mese (contro le 200 precedenti) per potersi garantire un salario dignitoso.
Cercheremo, anche nel difficile mondo delle cooperative di facchinaggio e servizi, dove prevalgono fasce deboli del mercato del lavoro e più facilmente ricattabili, di aumentare le tutele e i salari, cercando di contrastare al tempo stesso la proliferazione delle false cooperative.
Maurizio Sernesi, segretario sindacato trasporti-facchinaggio FILT/CGIL Modena
Modena, 16 ottobre 2008
di Maurizio Sernesi, segretario provinciale sindacato trasporti FILT/CGIL Modena
Ma le regole e le leggi, nel nostro paese esistono ancora?!
Che la Confsal “Confederazione Generale dei Sindacati autonoma dei Lavoratori” fosse un sindacato che (pur senza rappresentanza sindacale nel settore trasporti e logistica) si permette di sottoscrivere contratti nazionali di lavoro in accordo con l’Unci (Unione nazionale cooperative italiane) dai contenuti economici e normativi ben al di sotto dei minimi salariali previsti nei contratti sottoscritti fra le organizzazioni sindacali e le associazioni datoriali comparativamente più rappresentative come Filt Fit Uiltrasporti e Confidustria-Centrali Cooperative, lo sapevamo già.
Ma che arrivasse ad operare apertamente sul territorio come vero è proprio sindacato di comodo, a servizio delle imprese, non ce lo saremmo aspettati.
La legge 300, 20 maggio 1970, lo “Statuto dei diritti dei lavoratori”, nel prevedere la libertà sindacale e il pieno diritto dei lavoratori di aderire al sindacato, vieta espressamente all’art.17 ai datori di lavoro e alle associazioni dei datori di lavoro di costituire o sostenere, con mezzi finanziari o altrimenti, associazioni sindacali di lavoratori.
Come dobbiamo interpretare la locandina (sotto), esposta nella sede della Cooperativa Caveo e del Consorzio Soluzioni Lavoro di via Bonacini a Modena, dove la Confsal appare unitamente al logo dell’Impresa?
La stessa impresa Caveo, nel mese di luglio, vistasi in difficoltà di fronte ad un gruppo di lavoratrici in sciopero spontaneo poiché rifiutavano l’applicazione del contratto Unci e la decurtazione salariale, ha promosso un’assemblea invitando la Confsal per spiegarne la bontà.
In quell’occasione l’assemblea non si tenne e grazie alla determinazione delle lavoratrici vennero mantenute le condizioni salariali migliorative previste dal contratto Fit Filt Uiltrasporti.
Se questo è poco per dimostrare che Confsal è un sindacato di comodo, ciò che è accaduto nei giorni scorsi in altre Cooperative di facchinaggio delle provincia, sicuramente ne è un ulteriore riprova.
La Confsal si è presentata all’assemblea dei lavoratori invitata dai responsabili dell’impresa e ha assistito – a suo dire a tutela dei lavoratori – alla sottoscrizione di contratti di assunzione che prevedono l’applicazione del contratto nazionale “Lavorazione Ausiliarie Unci-Confsal” con una tariffa oraria di € 6,87 lordi comprensivo dei ratei ferie, 13^ mensilità, ecc… e un periodo di prova di 30 giorni.
Peccato che gli stessi lavoratori, fino al giorno prima, percepivano una retribuzione lorda oraria di € 9,35, e lavorando nello stesso cantiere e nelle stesse mansioni avevano già superato il periodo di prova.
Siamo pertanto alla pretesa di applicare nel settore della logistica-facchinaggio un contratto nazionale dai contenuti economici e normativi nettamente peggiorativi rispetto al contratto nazionale siglato dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative quali Filt Fit Uiltrasprti, in netto contrasto anche con le più recenti normative che prevedono appunto l’applicazione di contratti con contenuti economici non inferiori a quelli sottoscritti tra Sindacati e parti datoriali maggiormente rappresentative sul piano nazionale.
In questa occasione purtroppo i lavoratori, in maggioranza stranieri, hanno sottoscritto accordi al ribasso e Confsal ha avuto buon gioco trovandosi di fronte alle fasce più deboli del mercato del lavoro.



