EMERGENZA CORONAVIRUS, NELLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEVONO ESSERE GARANTITE LE CONDIZIONI DI SICUREZZA APPLICANDO IN MODO RIGOROSO IL PROTOCOLLO DEL 14 MARZO

24 Mar 2020 ammortizzatori sociali, astensione, aziende, coronavirus, decreto cura italia, pmi, protocollo sicurezza 14 marzo, protocollo sicurezza coronavirus, rls, rlst, salute sicurezza, sanificazione, sospensione attività,

Preoccupazione di Cgil, Cisl Uil di Modena per la garanzia delle condizioni di sicurezza rispetto al contagio da coronavirus, per i lavoratori delle piccole e medie aziende di ogni settore del territorio. La preoccupazione nasce dal fatto che le piccole aziende sono spesso sprovviste dei Rappresentanti aziendali per la sicurezza interni (Rls), ma si avvalgono del sistema della rappresentanza degli Rls territoriali che non sempre sono coinvolti in tempo reale nella nuova valutazione dei rischi e che hanno il compito di verificare che il protocollo Sicurezza Covid-19 sottoscritto dalle parti sociali il 14 marzo 2020, sia rispettato in tutte le sue parti.

Abbiamo l’impressione, dagli elementi in nostro possesso, che ci siano ancora tante aziende che non si siano adeguate alle stringenti normative emanate, soprattutto per le aziende che operano in spazi ridotti con notevole vicinanza e contiguità dei lavoratori che vi operano.

I sindacati chiedono pertanto un atto di responsabilità da parte di tutti i soggetti interessati a far rispettare le norme di sicurezza previste dal protocollo, a cominciare dalla distanza minima di un metro tra un lavoratore e l’altro, l’utilizzo dei Dpi (mascherine, guanti, gel mani) e le opere di pulizia e sanificazione di tutti gli ambienti di lavoro.
Se non vengono attuate queste norme di sicurezza, le lavorazioni non possono essere effettuate e il lavoratore può astenersi dall’attività lavorativa chiedendo una immediata verifica delle condizioni di Sicurezza.

Cgil Cisl Uil chiedono anche alle imprese di avvalersi della consulenza e del contributo degli Rlst-rappresentanti territoriali dei lavoratori per la sicurezza, per verificare insieme l’attuazione di tutte le misure di sicurezza previste dal protocollo, l’agevolazione dello smart working per tutte le attività in cui è possibile il lavoro da remoto e chiedono inoltre a tutte le imprese, dove non ci sia la tranquillità dei lavoratori a lavorare in sicurezza, di valutare la chiusura di tutte le attività e la sanificazione di tutti gli ambienti.
Il decreto Cura Italia proprio per prevenire il rischio sulla salute e sicurezza dei lavoratori ha introdotto, anche con un accordo integrativo tra le parti sociali e la regione Emilia Romagna, tutti gli ammortizzatori necessari per superare questa fase di emergenza e garantire il sostegno ai lavoratori ed alle imprese.

Invitiamo anche i lavoratori a segnalare le palesi inadempienze ai Rappresentanti territoriali alla sicurezza e alle organizzazioni sindacali su quanto sta accadendo in azienda, che non escludono di segnalare alla Prefettura tutte le aziende che non stanno rispettano il protocollo sicurezza, a prescindere che siano attività essenziali o meno.

 

Erminio Veronesi segreteria Cgil Modena
Domenico Chiatto segreteria Cisl Emilia Centrale
Lorenzo Tollari segreteria Uil Modena e Reggio Emilia

 

Modena, 24/3/2020

 

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