EMERGENZA CORONAVIRUS, PER I LAVORATORI SOMMINISTRATI E I PRECARI SOSPESI DAL LAVORO, OCCORRE ATTIVARE AMMORTIZZATORI E MAGGIORI RISORSE

18 Mar 2020 agenzia lavoro, amministrazioni pubbliche, ammortizzatori sociali, co.co.co, collaboratori, decreto cura italia, nidil, partita iva, smart working, somministrati, tirocini, unione area nord, unione sorbara, unione terre d'argine,

Alcune Agenzie per il Lavoro si stanno comportando in maniera differente rispetto a quanto previsto dalle normative per il contenimento del coronavirus e la protezione dei lavoratori.
In particolare, ci sono numerosi casi nel modenese di lavoratori e lavoratrici somministrati che vengono sospesi dalle attività per mancanza o riduzione di lavoro e vengono rimessi in forza all’Agenzia di cui sono dipendenti, senza che questa apra la procedura per gli ammortizzatori sociali cui hanno diritto.
Ad esempio, i lavoratori del comparto assistenziale e socio-sanitario (Asp, centri diurni, case protette ecc…) e in generale i somministrati che operano negli appalti della pubblica amministrazione (Enti locali, Comuni, Scuole pubbliche) vengono sospesi per riduzione delle attività.
Le agenzie interinali stanno utilizzando unilateralmente permessi non retribuiti per coprire i giorni di sospensione dal lavoro, anziché attivare gli ammortizzatori sociali previsti dai decreti del 14 e 11 marzo 2020.
Peraltro lo stesso decreto “Cura Italia”, all’art. 48, dispone che le pubbliche amministrazioni sono tenute al pagamento completo della retribuzione di tutti i lavoratori della filiera dei comparti socio-assistenziale e scolastico, compresi quindi i dipendenti di soggetti privati che operano in convenzione, concessione o appalto e pertanto a maggior ragione non è corretto che i lavoratori somministrati abbiano delle decurtazioni dei loro stipendi, a fronte di un’emergenza che non dipende da loro e che ha causato in certi casi l’impossibilità oggettiva di prestare l’attività lavorativa.
Il sindacato Nidil Cgil chiede perciò maggiori tutele per i somministrati.
Da un lato, si rivolge alle amministrazioni pubbliche. Le Unioni dell’Area Nord, del Sorbara e delle Terre d’Argine impegnate nella ricostruzione post sisma, si sono attivate, ma in modo molto parziale per far continuare a lavorare gli interinali da remoto con lo smart working.
Dall’altro, le agenzie, anziché utilizzare gli ammortizzatori previsti per legge, sospendono i lavoratori recedendo anticipatamente la missione lavorativa o utilizzando permessi non retribuiti.
“Oltre che essere precari, questi lavoratori sono costretti a subire le inefficienze delle agenzie non sempre capaci di applicare le normative previste e fanno la scelta più comoda, scaricando il rischio d’impresa sul lavoratore” afferma Alessandro Cambi segretario di Nidil Cgil Modena.
”E’ dunque quanto mai urgente – continua Cambi – che le agenzie si attivino per applicare quanto previsto per legge”.
Per quanto riguarda altre figure precarie, come collaboratori con Co.Co.Co. e Partite Iva, è prevista un’indennità una tantum per il solo mese di marzo pari a 600 euro a parziale copertura delle attività lavorative non prestate.
“Riteniamo che, per quanto sia una misura importante e positiva, perché per la prima volta in questo paese si crea un ammortizzatore anche per collaboratori e lavoro autonomo – continua il sindacalista di Nidil – si rischia che limitandola al solo mese corrente sia riduttiva. Inoltre trattandosi di cifre ad esaurimento vi è il fondato rischio che vengano esclusi molti lavoratori autonomi e co.co.co.”.
Il decreto uscito stanotte prevede altresì per queste figure autonome e parasubordinate, la possibilità del congedo parentale di 15 giorni complessivi, per i figli di età non superiore ai 12 anni, fruibili dai genitori durante il periodo di sospensione dalle attività lavorative. In alternativa al congedo, è previsto un bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting nel limite massimo di euro 600. Per i tirocini invece non è previsto nulla.

Nidil Cgil confida che l’una tantum possa essere prorogata anche nei prossimi mesi, visto che l’emergenza sanitaria non sarà presumibilmente rientrata il 31.3.2020, mentre per i tirocini extra curriculari e garanzia giovani di emanazione regionale, ma anche quelli di reinserimento lavorativo – nel 2019 l’Emilia Romagna ne ha stipulati 30.000 nei vari settori produttivi – sia necessario trovare una copertura per la sospensione avvenuta già dal 23 febbraio in via cautelativa. Si tratta in maggior parte di giovani alla prima occupazione e per di più senza tutele, perché non lavorano, non hanno accesso allo smart working e non hanno ammortizzatori.
Nidil Cgil chiede un forte intervento della Regione Emilia Romagna per dare risposte anche a questi giovani lavoratori.

 

Modena, 18/3/2020

 

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