19 Mag 2026 crisi aziendale, filctem, fondo carlyle, gambro vantive, presidio, sciopero, vendita,
Reazione immediata di Filctem, Femca e Uiltec insieme ai lavoratori. “Preoccupazione e rabbia. Vogliamo conoscere l’advisor incaricato e gli investimenti dei potenziali acquirenti” .
Un incontro al Ministero delle Imprese e del Made in Italy fissato quasi due mesi fa per il 19 maggio, saltato nei giorni scorsi, senza che ci sia stato un nuovo appuntamento e senza che l’azienda abbia comunicato alle organizzazioni sindacali e all’Rsu le motivazioni del rinvio.
Per questa ragione i lavoratori e le lavoratrici di Gambro – colosso del biomedicale modenese nel quale lavorano 500 persone – hanno deciso, al termine dell’assemblea convocata questa mattina, di proclamare uno sciopero immediato. Sciopero cui è intervenuto anche il Sindaco di Medolla, Alberto Calciolari, portando ancora una volta la solidarietà e il sostegno della Comunità e delle Istituzioni.
“Un segnale concreto di protesta dei lavoratori e delle lavoratrici – sottolineano Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil – verso una mancanza di rispetto grave. Non sappiamo nulla delle intenzioni dell’azienda, da mesi attendiamo delle risposte, alla faccia delle tanto decantata trasparenza che i vertici di Vantive, controllata dal fondo Carlyle, hanno sempre dichiarato. Riteniamo offensivo e non professionale il comportamento ed il metodo utilizzato dall’Azienda, nel non rispettare accordi presi con noi e con le Istituzioni. E ci preoccupa la mancanza di rispetto dimostrata nei confronti del Ministero e delle istituzioni. Per questo, insieme ai lavoratori abbiamo deciso di dare subito voce alla preoccupazione e alla rabbia per questa vicenda”.
Le organizzazioni sindacali e l’Rsu scandiscono con estrema chiarezza che “vogliamo conoscere chi è l’advisor incaricato, qual è il perimetro aziendale e industriale interessato dalla vendita, quali sono gli investimenti che i potenziali acquirenti intendono mettere in campo. E per questo chiediamo all’azienda di smettere di fuggire di fronte a queste domande e di essere convocati al Ministero a breve”.
Per garantire alle lavoratrici e ai lavoratori un futuro degno di questo nome, prosegue, quindi, in modo compatto la mobilitazione che non si è mai fermata, a partire dal grande sciopero del 18 febbraio scorso, quando l’azienda a trazione statunitense rese ufficialmente noto di voler vendere lo stabilimento. La procedura della ricerca di un advisor divenne subito il cammino indispensabile – e condiviso con le Istituzioni – per traghettare il sito di Medolla verso un acquirente in grado di fornire garanzie ben precise. Occupazionali e industriali. Con lo sciopero repentino di stamane le lavoratrici, i lavoratori, Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil hanno dimostrato che non permetteranno deviazioni rispetto all’obiettivo fissato.
Medolla (Modena), 19 maggio 2026




