06 Mar 2026 aumento costi energetici, bollette, caro bollette, guerra, guerra iran, israele, stati uniti,
Come d’abitudine lo scoppio di un nuovo conflitto si porta dietro gli immancabili aumenti delle materie prime e in particolare del petrolio.
Puntuale come al solito arriva il grido di dolore delle imprese preoccupate dell’aumento dei costi e “Ça va sans dire” delle possibili ripercussioni per l’occupazione e i lavoratori.
In realtà le ripercussioni per lavoratori e pensionati sono già arrivate.
Federconsumatori stima che l’aumento dei prezzi per le famiglie, tra elettricità, gas e carburante, arriverà a pesare fino a 650 euro in più in un anno.
Nell’ambito dell’ultima legge di stabilità per il 2026 il Governo aveva riconosciuto ai lavoratori dipendenti un vantaggio fiscale che poteva arrivare fino a 440 euro annui. Mentre per le pensioni le rivalutazioni sono comprese tra i 30 e i 200 euro l’anno.
E’ lampante come lo scoppio di una guerra oltre che uccidere chi vive in quei Paesi, impoverisca anche lavoratori e pensionati degli altri Paesi.
E’ evidente dunque perché come sindacato e come rappresentanti dei lavoratori e dei pensionati ci battiamo per la pace: perché è economicamente più conveniente.
In base al nostro campione di aziende ceramiche esaminate in provincia di Modena, nel 2024 (ultimo dato disponibile) il risultato d’esercizio è stampo complessivamente di 70 milioni di euro. Per il settore metalmeccanico il risultato d’esercizio è di oltre 150 milioni di euro, sempre riferito al 2024.
“Alle imprese diciamo: rimettete in circolo gli utili che vi siete portati a casa in questi anni – dichiarano Alessandro De Nicola e Fernando Siena, rispettivamente segretario generale CGIL Modena e responsabile politiche industriali della segreteria provinciale – anche lavoratori e pensionati subiscono gli aumenti dovuti ai costi energetici; mica ne sono esonerati. E sicuramente lavoratori e pensionati hanno meno strumenti per difendersi da questi rincari”.
Gli interventi di sostegno che da più parti si auspicano devono essere di sostegno ai redditi di lavoratori e pensionati che ricordiamo, al netto dei rincari energetici, continuano ad essere tra i più bassi d’Europa. Alle istituzioni diciamo di fare molta attenzione ai sostegni alle imprese: bisogna sostenere il lavoro e non i profitti finanziari già abbondantemente foraggiati da misure fiscali di favore.
Modena, 6/3/2026

