HIV E AIDS. NEL MONDO MIGRANTI PIU' ESPOSTI. LA SITUAZIONE IN ITALIA

12 Dic 2012

 

 HIV E AIDS.  MIGRANTI PIU’ ESPOSTI

di Fatima Hasani

Nei Paesi più ricchi i migranti sono colpiti in maniera sproporzionata dall’infezione da HIV e dall’AIDS. Lo ha denunciato l’OIM (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni) in occasione della Giornata mondiale di lotta all’AIDS.

Il rapporto 2012 dell’ONU sull’AIDS dimostra che per la prima volta nella storia della malattia la fine dell’epidemia è vicina. Infatti, il tasso delle nuove infezioni diminuisce in tutti i paesi più colpiti. Tuttavia rimangono numerosi problemi. Per esempio, nei paesi dell’America del Nord e dell’Europa a reddito elevato, il numero totale delle persone che vivono con l’Hiv è aumentato negli ultimi dieci anni. In particolare, in tutto il mondo i migranti e le popolazioni che si spostano sono particolarmente esposti perché più soggetti alla marginalizzazione, all’esclusione e per i molteplici ostacoli nell’accesso all’igiene e alle cure. Inoltre, i paesi a reddito elevato non sono molto sensibilizzati riguardo alla vulnerabilità dei migranti all’HIV. In questi paesi, rispetto al resto della popolazione, i migranti che arrivano da zone del mondo altamente endemiche sono colpiti in maniera sproporzionata dall’infezione. In Canada, tra i migranti il tasso di infezione è 8,5 volte più elevato (dati 2008). In media nell’Unione europea più di un terzo delle infezioni contratte tra eterosessuali riguardano migranti.

Contrariamente a quanto generalmente si crede, i migranti si infettano dopo il loro arrivo nei paesi di destinazione. Spesso ignorano la loro sieropositività e ricevono una diagnosi molto più tardi che il resto della popolazione.

HIV. LA SITUAZIONE IN ITALIA

In Italia la proporzione di stranieri con una nuova diagnosi di infezione da HIV è aumentata dall’11% nel 1992 al 32,0% nel 2007. Lo dice l’Istituto Superiore di Sanità. La maggior proviene dall’Africa (41,2%) e dall’America Latina (25,2%), mentre il 16,1% proviene da altri Paesi europei. I contatti eterosessuali rappresentano la modalità di trasmissione più frequente (54,1%).

http://www.iom.int/cms/fr/sites/iom/home/news-and-views/press-briefing-notes/pbn-2012/pbn-listing/world-aids-day-migrants-dispropo.html

http://www.iom.int/cms/en/sites/iom/home/news-and-views/press-briefing-notes/pbn-2012/pbn-listing/world-aids-day-migrants-dispropo.html

http://www.iss.it/binary/publ/cont/online_2_dicembre.pdf

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