IL GOVERNO: PERMESSI DI SOGGIORNO PIU' LUNGHI PER I DISOCCUPATI

29 Mar 2012

 

di Ciro Spagnulo

La crisi economica è drammatica per tutti, ma per il lavoratore straniero comporta anche il rischio, per sé e per i familiari a carico, della perdita del titolo di soggiorno, e quindi della possibilità di rimanere sul territorio nazionale. Il rischio si è già trasformato in terribile realtà per molti immigrati. Secondo l’ultimo Dossier Statistico Immigrazione, sono 684.413 i permessi di soggiorno non rinnovati nel corso del 2010. In particolare, non sono stati rinnovati 398.136 per lavoro subordinato, 49.633 per lavoro autonomo, 16.022 per attesa occupazione e 220.622 per motivi di famiglia. La maggioranza di queste persone non avrà rinunciato alla speranza che li ha fatti partire, ma sarà rimasta in Italia, alimentando l’area dell’irregolarità.

Per evitare che ciò accadesse, fin dall’inizio della crisi da più parti era venuta la richiesta di modificare le norme sul rinnovo del permesso di soggiorno in senso meno restrittivo, a cominciare dall’allungamento del permesso per attesa occupazione da sei mesi ad un anno, ma il precedente governo, egemonizzato dai leghisti e da altri xenofobi, non ha voluto farlo.

A realizzare quest’atto di responsabilità e di buon senso sarà forse l’esecutivo Monti. Nella proposta di riforma del mercato del lavoro si legge, infatti, che “Per evitare che la crisi economica determini l’irregolarità dei lavoratori stranieri che abbiano perso il posto di lavoro, occorre adottare misure che ne facilitino il reinserimento nel mercato, favorendo l’offerta che provenga dal bacino di immigrati già all’interno del paese piuttosto che ricorrendo a nuovi flussi dall’estero. Pertanto, la perdita del posto di lavoro non può comportare la revoca del permesso di soggiorno del lavoratore extracomunitario e dei suoi familiari, ma occorre prolungare il periodo in cui lavoratore può essere iscritto nelle liste di collocamento, estendendolo anche a tutto il periodo in cui sia ammesso a una prestazione per disoccupazione. In tal senso, si intende intervenire nel concerto con il Ministero dell’Interno”. Come potete leggere, nell’annunciare un provvedimento di allungamento del permesso per ricerca di lavoro, il governo conferma che non ci sarà un nuovo decreto flussi.

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