IL POLICLINICO DEVE INSEGNARE… PER FARE COSE GIÀ DETTE

03 Giu 2014

Modena, 3 giugno 2014

Governo e Parlamento dovranno intervenire in tempi brevi per attuare al meglio le tre Direttive Europee dello scorso 16 aprile, per una revisione sostanziale del Codice dei Lavori ed Appalti che, dal 2006 ad oggi, è stato depotenziato e bucherellato con oltre 150 modifiche.
Norme che vanno semplificate per renderle più chiare e rigorose: l’esatto opposto della deregolamentazione.
Ma sarebbe sbagliato demandare tutto a ciò che “Roma deve fare”.
Alcuni interventi decisivi si possono/devono fare da subito a livello dei governi locali, per migliorare l’efficienza pubblica, l’efficacia dei controlli di qualità e legalità, ridurre i costi semplificando e premiando la sana concorrenza fra le imprese, accrescere così di molto le prevenzioni contro possibili corruzioni ed infiltrazioni.
Quando Maltauro paga le ricche mazzette all’Expo, o quando al Policlinico modenese si presumono tangenti per appalti pilotati su servizi e forniture, occorre “stirare” con decisione le larghe pieghe che lo consentono.

Da tempo, il Sindacato indica con forza alcuni passaggi assolutamente necessari e fattibili con urgenti decisioni anche territoriali.
Le più significative :
* Ridurre fortemente il numero eccessivo e frantumato delle “stazioni appaltanti” e dei centri di spesa nello stesso territorio.
Gli oltre 80 Enti e centri che solo nella nostra provincia deliberano appalti e contratti, sono un rischio e uno spreco.
Vanno costituite le SUA- Stazioni Uniche Appaltanti e centrali uniche per acquisti e forniture. A partire da un centro unico per i lavori in sanità.
L’esperienza degli appalti pubblici per la ricostruzione post-terremoto, gestiti da un unico centro regionale, è positiva e da estendere.
Già la legge, ampiamente disattesa, prevede le SUA per i piccoli comuni. Si cominci perciò unificando la gestione degli appalti almeno a livello delle Unioni Comunali “dalla Bassa all’Appennino”: il valore sacrosanto delle Autonomie Locali, sta altrove !

* Definire ed assumere costi standard, a partire dall’ottimo “prezziario” definito e dettagliato dalla nostra Regione.

* Va decisamente posto un freno nel sistema Consip per i servizi, in particolare per gli appalti di logistica e pulimento, nei quali il costo del lavoro pesa per il 90%. Accedere a “gare d’appalto” con sconti di massimo ribasso che arrivano al 30-40%, significa chiaramente ammettere forme di lavoro irregolari e deroghe plateali ai Contratti nazionali di lavoro, oltre che la bassissima qualità dei servizi pubblici erogati.

* Proliferazione dei subappalti che, è risaputo, sono spesso veicolo di modalità di lavoro illegittime o per l’ingresso di imprese sospette.
L’Ente appaltante potrà richiedere, già in fase di gara, che le imprese concorrenti indichino l’elenco delle eventuali aziende subappaltanti ed i contratti di lavoro applicati.
* Superamento delle assegnazioni lavori col metodo rischioso del “massimo ribasso” – ancora diffuso per circa l’80% dei casi – ma anche dei facili aggiramenti ben visibili. Sulla carta si può dire “avanti con l’offerta economicamente più vantaggiosa” che però a volte, nei criteri indicati – la sanità insegna – di fatto copre una classica gara col massimo sconto o la prefigurazione del “vincitore”.

* Finalmente è in Gazzetta Ufficiale da un mese, il Decreto che dà attuazione al “rating di legalità” gestito dall’Autorità Antitrust, per le imprese virtuose: riscontrata tracciabilità nei pagamenti, fiscale, contributiva,ecc.
Agli Enti appaltanti chiediamo di assegnare i “punteggi privilegiati” previsti per queste imprese, nelle gare per lavori e forniture; ciò allontana le scelte discrezionali.

* Anche i fatti e le indagini di questi giorni, confermano la stringente necessità – più volte ribadita anche di recente – di dare reale e non formale attuazione alla Legge Anticorruzione nei servizi pubblici.
A partire dalla urgente costituzione di un efficace coordinamento e supporto fra tutti gli Enti – quelli medio piccoli in particolare – nella individuazione delle aree a rischio corruzione, modalità per la prevenzione, formazione e responsabilizzazione del personale addetto.

Scelte e bisogni cantierabili nei “primi cento” giorni (ma bene, anche se fossero 150) delle nuove Amministrazioni locali che dovranno mantenere e rinnovare un forte impegno sulla trasparenza e legalità.

Franco Zavatti, Cgil Modena-coordinatore legalità e sicurezza Cgil regionale

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