IL RE È NUDO

13 Gen 2014

di Vincenzo Intermite

I cosiddetti centri di identificazione ed espulsione non servono, in realtà, né ad identificare né ad espellere nessuno, ma semplicemente a internare, e non sono altro che la foglia di fico di governi che, non essendo in grado di assumere vere e proprie responsabilità politiche in materia di immigrazione, invece di emanare provvedimenti seri e risolutivi come logica vorrebbe, rimandano, attendono, sonnecchiano, come opportunismo politico e veti incrociati impongono; e non basta! Non si tratta solo di carceri, come ve ne sono in tutti i paesi democratici e non, ma di vere e proprie strutture totali in cui non solo è stata cancellata anche la più pallida ombra dei diritti umani, ma i malcapitati “ospiti” vengono ridotti al livello di vere e proprie bestie. Lo stesso dicasi per i cosiddetti centri di accoglienza: le immagini più volte riproposte all’attenzione della pubblica opinione da giornali ed emittenti televisive degli internati nudi che, fra ingiurie, irrisioni ed altre amenità vengono “pompati” da liquidi disinfettanti contro la scabbia, demistificano, una volta per tutte, le menzogne con le quali finora sono state giustificate queste strutture e ne smascherano la vera natura.

C’era davvero bisogno di aspettare che quelle scene venissero “rubate”? Non avrebbe dovuto essere lo Stato ad effettuare regolari controlli, perché quelle strutture fossero gestite secondo principi adatti ad un paese civile, che ama, ad ogni piè sospinto, definirsi liberale e democratico? Quanti fra quei politici che ad ottobre, in occasione delle tragedie di Lampedusa rilasciavano, compunti, interviste traboccanti pie intenzioni versando ipocrite lacrime di coccodrillo, si sono presi poi la briga di alzare le onorevoli chiappe dal seggio parlamentare e portarle nell’inferno dei C.I.E. o dei cosiddetti centri di accoglienza? Pochi, tra i quali il deputato Khalid Chaouki che ha operato la coraggiosa scelta di autointernarsi nel “centro di accoglienza” di Lampedusa in segno di solidarietà con gli “ospiti”.

Gli internati nei C.I.E. non hanno voce: questo è il significato profondo, autentico delle “bocche cucite”, di quell’estrema protesta che, in maniera drammaticamente visiva, strappa i fronzoli della menzogna e mette a nudo quello che veramente sono gli immigrati per la legislazione italiana: uomini a metà, invisibili, esseri a cui è negata dignità e umanità.

Di fronte ad un dramma di questa portata e di fronte alla modalità sconvolgente con cui esso viene denunciato, la reazione del ministro dell’interno Alfano fa cadere le braccia; egli reagisce con un automatismo pavloviano tipico dei politicanti che su una questione non hanno niente da dire o non vogliono che niente si dica: spostare il discorso; e infatti tutto quello che ha saputo dire è che alcuni di coloro che hanno attuato questa protesta hanno precedenti penali: come il cavolo a merenda! Date queste premesse c’è poco di buono da aspettarsi, in tempi brevi, in materia di immigrazione.

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