INDUSTRIA AUTOMOBILISTICA E STRATEGIE SINDACALI IN EUROPA: 30/9 E 1/10 DUE GIORNI PROMOSSI DA CGIL CISL UIL ER CON I SINDACATI PARTNER DI FRANCIA, SPAGNA, GERMANIA, POLONIA

27 Set 2013 fiom,

Bologna, 27 settembre ’13

Due giorni dedicati alle relazioni industriali e alle strategie sindacali, dall’industria automobilistica all’occupazione giovanile in Europa: l’appuntamento è per lunedì 30 settembre e martedì 1 ottobre su iniziativa dei sindacati di alcune regioni europee, ovvero Cgil, Cisl, Uil Emilia Romagna e la Cgt francese, l’Ugt e le CC.OO spagnole, la Dgb tedesca, le polacche Solidarnosc e Opzz. Le due giornate sono realizzate con la collaborazione e il patrocinio della Regione.

Le organizzazioni sindacali promotrici sono legate da un accordo di partenariato sui temi del lavoro che festeggia nell’occasione il decennale di attività.

Lunedì 30 settembre a Bologna presentazione del progetto europeo “In.C.a.Val.C.”

Il 30 settembre a Bologna – Auditorium Regione, viale Aldo Moro 18, a partire dalle ore 9 – verranno presentati i risultati del progetto europeo “In.C.a.Val.C – informazione e consultazione lungo la catena del valore dell’industria automobilistica”. Si tratta di una delle prime indagini transnazionali a carattere unitario, realizzata dall’Ires regionale Emilia Romagna, che analizza i processi di ristrutturazione e frammentazione del lavoro all’interno della produzione automobilistica, con l’obiettivo di tentare una ricomposizione dei cicli produttivi e dell’intera filiera, attraverso una iniziativa sindacale più efficace.

Nella mattinata di lunedì si discuteranno i risultati del progetto presentati dall’Ires regionale; nel pomeriggio tavola rotonda con:

Ferdinando Uliano – Segretario nazionale FIM-CISL

Wolf Jäcklein – Responsabile settore auto IndustriAll – European Trade Union

Maurizio Landini – Segretario generale FIOM-CGIL

Umberto Tossini – Direttore Risorse Umane e Organizzazione Lamborghini Auto

Armin Schild – Segretario generale IG Metall.

Coordina Mimmo Carrieri – Professore di Sociologia La Sapienza – Università di Roma

Martedì 1 ottobre a Marzabotto si celebra il decennale del partenariato sindacale

L’appuntamento del primo ottobre si svolge a Marzabotto (ore 9 Sala del Consiglio comunale) per celebrare i dieci anni di vita dell’accordo di partenariato europeo, dedicato al lavoro, sottoscritto nel 2003 dai sindacati di cinque regioni di diversi Stati europei: Cgil, Cisl e Uil Emilia Romagna per l’Italia, la Cgt francese, l’Ugt e le CC.OO spagnole, la Dgb tedesca, le polacche Solidarnosc e Opzz. L’incontro, che sarà coordinato dalla segretaria Cgil regionale Anna Salfi, è incentrato in particolare sui temi dell’occupazione giovanile e nella mattinata vedrà gli interventi dei rappresentanti delle istituzioni regionali partner, a cominciare da Simonetta Saliera, vice-presidente Regione Emilia Romagna, e degli altri sindacati.

Nel pomeriggio tavola rotonda con:

Claude Denagtergal – Confederazione Europea dei sindacati/CES

Gian Carlo Muzzarelli – Assessore regionale alle Attività produttive

Vincenzo Colla – Segretario generale Cgil Emilia-Romagna

Gianfranco Martelli – Segretario generale Uil Emilia-Romagna

Giorgio Graziani – Segretario generale Cisl Emilia-Romagna

Coordina Dario Carella – Vice direttore Tg Regione Rai

La vice-presidente della Regione Emilia Romagna Simonetta Saliera, sottolineando il valore degli appuntamenti di lunedì e martedì, commenta: “Il lavoro non significa solo avere un reddito per vivere, ma prima di tutto è dignità della persona, la possibilità di sentirsi realizzati. Quella di creare nuova e buona occupazione e di difendere il lavoro esistente è una sfida europea, a cui tutti dobbiamo collaborare perché nessuno, nemmeno chi si sente più forte, si salva da solo”.

“Nell’anno che verrà – rileva Anna Salfi a nome dei sindacati partner – saremo impegnati a dare significato al semestre europeo a guida italiana e alle elezioni per il Parlamento europeo: due momenti nei quali sarà importante contribuire ad un’idea diversa di Europa. Le politiche di austerità pesano sui territori e sui cittadini europei producendo maggiori diseguaglianze: dare centralità al lavoro e favorire una maggiore partecipazione possono fare la differenza”.

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