LAVORO IRREGOLARE, TRUFFE FISCALI E CONTRIBUTIVE IN CRESCITA. TUTTA COLPA DELLA CRISI? NO. I DATI E LE INESATTEZZE DEL CAPO DEL GOVERNO

30 Set 2014

Modena, 30 settembre 2014

Dati in crescita, anche nelle nostre province emiliano-romagnole, ma sopratutto dati che si trasformano, segnalando effetti di crescenti distorsioni nel nostro tessuto produttivo e dei servizi, coinvolgendo tradizionali settori portanti della nostra economia.
Le truffe con evasione fiscale e contributiva, connesse al filone del lavoro nero o irregolare, appaiono sempre più “organizzate” e strutturate, con veri e propri sistemi industrial-professionali.
Meccanismi complessi che sfondano sempre più ed entrano nei cancelli di medie e grandi imprese e che presuppongono diversi livelli di convenienze/complicità: dalle direzioni aziendali ai consulenti specializzati.
Perché da questo filone si estrae non solo il “risparmio” dell’evasione, ma consistenti riserve in fondi neri e premessa – in alcuni casi – di successivo riciclaggio o collusione con imprese sospette.
Il primissimo effetto dell’aggravarsi del lavoro irregolare consiste sempre nel furto diretto dei contributi previdenziali e quindi della futura pensione di chi lavora. Oltre che innescare un perverso meccanismo di concorrenza sleale e letale per imprese regolari.
Il conseguente effetto immediato – di cui mai si parla – è il crollo dei conti INPS. Solo tre anni fa l’Istituto di previdenza aveva un bilancio attivo. Adesso è previsto un bilancio 2014 con un buco di oltre 8 miliardi e magari a Roma si comincia a dire che è colpa delle pensioni !
Le cause? Assistiamo ad un ritornello comodo e complice che dice: evasione e lavoro nero per colpa della Crisi.
Vero solo in piccola parte – non quella crescente e più preoccupante – che riguarda la rete delle piccolissime imprese. Si tace o si glissa sulle cause più strutturali e che minano l’economia pulita.
Partiamo dai dati sui controlli effettuati, che almeno sono concreti ed aggiornati al primo semestre 2014, e che dicono tutt’altro rispetto all’affermazione del Capo del Governo in televisione l’altra sera, che raccontava lo stress degli imprenditori “…sottoposti a controlli settimanali” o al manifesto di talune Associazioni d’impresa emiliane che intima “basta con le ispezioni selvagge”.
In realtà calano i controlli ispettivi per il contrasto al lavoro irregolare e cresce il ” bicchiere mezzo vuoto” degli illeciti.
A livello nazionale, in regione Emilia-Romagna ed in provincia di Modena, a seguito dei pesanti tagli di personale ispettivo e risorse agli Enti preposti.

Nell’intera nostra regione, nel corso del primo semestre di quest’anno, si sono effettuate N° 6.132 ispezioni (da parte di Inps, Inail, Ausl, Dtl) nell’intero complesso delle circa seicentomila imprese in agricoltura, industria, edilizia e terziario, riscontrando irregolarità nel 53% dei casi – contro il 44% registrato lo scorso 2013 – e con un imponibile evaso di circa 21 milioni di euro: seconda regione in Italia, dopo la Lombardia.
Ancor più netto il quadro in provincia di Modena, con N° 645 controlli nel semestre  trascorso rispetto ad un totale di 66.885 imprese modenesi attive e con punta record del 65% di irregolarità, per un’evasione accertata di 2,27 milioni nel semestre, contro i 2,8 milioni dell’intero 2013 !
Farebbero bene, i Ministri del Governo, a studiarsi le relazioni dei Prefetti per registrare un “…evidente diminuzione del numero delle ispezioni effettuate”.

Arrivando al secondo ordine di riflessioni, colpisce il fatto nuovo che le percentuali soprarichiamate – nelle province di Modena, Parma e Ravenna – vedono il comparto dell’industria ed edilizia, notevolmente sopra la media regionale e provinciali.
Assistiamo ad una crescente sequenza di episodi che segnalano la trasformazione degli assetti e modalità imprenditoriali, scivolando verso la diffusa irregolarità, fino al peggio di collusioni malavitose.
Solo alcuni esempi concreti, presi nelle ultime settimane post ferie, riscontrati nel nostro tessuto economico e produttivo e…futuro promemoria per chi domani chiederà “dov’era il sindacato”.

* Imprese edili nostrane che si aggiudicano importanti lavori, sbancando la leale concorrenza con ribassi del 67% presentandosi con “regolari” contratti di lavoro dalla Romania e che pagano i lavoratori a ben 2,5 euro l’ora.
* Recenti segnalazioni del sindacato che dettagliano progressive “esternalizzazioni” di interi filoni produttivi da parte di imprese emiliane e romagnole – leader nazionali nei settori agricolo, alimentare, trasporto e logistica – coinvolgendo ditte dell’interland napoletano che si ripetono e si insediano, presentandosi sotto veste di cooperative fasulle, con soci di famiglie e professionisti ricorrenti e ben conosciuti. In questi appalti stabili, il valore del lavoro ed i trattamenti sono palesemente irregolari.
* Bene il mega sequestro della DIA l’altro giorno a Brescello nel reggiano, che blocca attività fiorenti ‘ndranghetare di origini cutresi, ma da altra famiglia cutrese qui residente, si sono segnalate crescenti minacce ed intimidazioni ad un’impresa modenese.
* Per non scordare l’importantissima e recente operazione della GdF modenese, che individua oltre 900 lavoratori irregolari e denuncia 51 soggetti per “lavoro illegale, somministrazione illegittima di mano d’opera e dilagante fenomeno delle false cooperative”, con un enorme danno fiscale di oltre 58 milioni.

Franco Zavatti, Cgil Modena-coordinatore legalità e sicurezza Cgil regionale

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