LIBIA/CAMUSSO: DA GOVERNO ITALIANO COMPORTAMENTO INDECENTE

23 Feb 2011

 

LIBIA/CAMUSSO: DA GOVERNO ITALIANO COMPORTAMENTO INDECENTE

DICA CON CHIAREZZA CHE E’ IN ATTO UN GENOCIDIO”

Deve essere forte e decisa la nostra voce nel denunciare il comportamento indecente che il governo italiano ha tenuto fin dalle prime ore”, ha affermato sui fatti libici il Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso, nel corso della sua relazione introduttiva al Comitato Direttivo del 22 e 23 febbraio. E ha aggiunto: “Il fatto che il governo abbia ieri consentito la costruzione di una posizione unitaria europea non lo giustifica dal fatto che continui a dire cose inaccettabili. Per altro, la stessa posizione europea, appare più moderata di quella assunta dall’ONU e troppo legata a vicende contingenti piuttosto che ad una sua necessaria funzione politica”.

Il Segretario Generale della CGIL ha anche criticato le dichiarazioni del ministro degli Esteri Franco Frattini, che “continua a dire una cosa che non va bene: non si può dire, cioè, che ci sia equidistanza rispetto al fatto che lì possa esplodere una guerra civile. Perché non ci troviamo in presenza di un conflitto interno alla popolazione, in Libia si bombardano le masse nelle piazze e si usano le armi contro la folla. Un paese democratico come il nostro dovrebbe dire con chiarezza che in Libia è in corso un genocidio e che vengono perpetrati crimini contro l’umanità e con altrettanta forza dovrebbe esigere che la si smetta di sparare sulla folla e che il dittatore se ne vada”.

Infine, sul ruolo dell’ Europa ha osservato: “Non può limitarsi ad essere semplice spettatore o paladino ininfluente della libertà e della democrazia ma dovrebbe proporsi una piattaforma politica che, aldilà delle posizioni ‘equidistanti’ assunte dal nostro ministro degli Esteri, favorisca un effettivo processo di evoluzione di quel paese, di quell’area, verso una democrazia laica. Una piattaforma che abbia, allo stesso tempo, un’idea di fuoriuscita dalla crisi perché è evidente – ha concluso Camusso – che quanto sta accadendo in quei territori ha uno stretto rapporto con la crisi economica e il tema della libertà e della democrazia”.

Il 21 febbraio, invece, si è così espresso il Segretario Confederale, responsabile delle politiche internazionali, Danilo Barbi. “Esprimiamo la nostra solidarietà e sostegno morale alla popolazione libica che in modo pacifico sta manifestando per riconquistare democrazia, libertà di espressione e lavoro dignitoso, mentre Gheddafi si nasconde e lascia fare il lavoro sporco a cecchini ed agenti che sparano per uccidere tra la folla”. Per Barbi “è incredibile e inaccettabile quanto sta succedendo a Bengasi, dove i morti sono oltre i 230 ed i feriti sono a centinaia, come denuncia Human Rights Watch”. Ma ancor di più incredibile, aggiunge Barbi, “è il silenzio del nostro governo che a questo punto dovrà render conto delle sue scelte e dei suoi errori di politica di cooperazione nel bacino del Mediterraneo con governi che stanno cadendo come birilli sotto la spinta popolare, chiedendo pane e libertà”.

“Nonostante le contraddizioni e le alleanze, oggi scomode e taciute, della nostra politica estera”, ha aggiunto, “noi ci associamo al movimento sindacale internazionale dichiarando il nostro pieno sostegno a questo movimento pacifico di lavoratori e di lavoratrici, di giovani che hanno il coraggio di scendere in piazza per rivendicare pane, libertà, giustizia e democrazia”. (E’ possibile leggere l’intervento di Barbi anche in inglese a questo indirizzo: http://www.cgil.it/dettagliodocumento.aspx?ID=15763)

Sbarchi/Lamonica: “Un vero piano di gestione dell’emergenza”

Con l’esplodere delle rivolte arabe e medio orientali, sono anche ripresi gli sbarchi a Lampedusa. Anche su questo tema la CGIL ha fatto sentire la sua voce chiedendo il 13 febbraio un “vero piano di gestione dell’emergenza umanitaria” e “chiarezza e concretezza delle richieste all’Europa”, qualora esse riguardino l’attivazione di aiuti e risorse per azioni di accoglienza e di attuazione del diritto di asilo. In particolare, la richiesta è stata rivolta al Ministro dell’Interno, Roberto Maroni, da Vera Lamonica, Segretaria confederale della CGIL con delega alle politiche dell’immigrazione.

Per approfondire:

http://www.cgil.it/DettaglioDocumento.aspx?ID=15771

http://www.cgil.it/DettaglioDocumento.aspx?ID=15755

http://www.cgil.it/dettagliodocumento.aspx?ID=15690

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