L’INSUSSITENZA DELLA CONVIVENZA NON OSTA AL RICONOSCIMENTO DELLA CITTADINANZA PER MATRIMONIO DECORSI I DUE ANNI DALLA RICHIESTA

30 Mar 2015

 

di Ciro Spagnulo

 

La mancanza di convivenza con il coniuge italiano o una separazione richiesta non sono ostativi al rilascio della cittadinanza decorsi i due anni dalla presentazione dell’istanza di concessione. Così ha stabilito il Tribunale di Genova con la sentenza n. 8909/2013 del 19 febbraio 2015 accogliendo il ricorso di una cittadina nigeriana contro la Prefettura di Genova. La Prefettura aveva rigettato la domanda di riconoscimento dello status di cittadina italiana per l’ insussistenza di convivenza con il marito.

Il Tribunale ricorda che secondo la Cassazione (sentenza sezioni unite n.1000 del 1995), principio seguito dai TAR del Lazio (sentenza n. 3913 del 2009) e delle Marche (sentenza depositata il 00.2008) e dallo stesso Tribunale di Genova in plurime precedenti decisioni, “il diritto soggettivo del coniuge affievolisce ad interesse legittimo solo in presenza dell’esercizio da parte della P.A. dl potere discrezionale di valutare l’esistenza di motivi inerenti alla sicurezza della Repubblica che ostino a detto acquisto, con la conseguenza che una volta precluso l’esercizio di tale potere, a seguito dell’inutile decorso del termine previsto per la conclusione del procedimento”, due anni, “in caso di mancata emissione del decreto di acquisto della cittadinanza o di rigetto della relativa istanza, sussiste il diritto soggettivo all’emanazione dello stesso per il richiedente”.

Poiché nel caso in esame il rigetto della domanda è intervenuto esclusivamente sulla base dell’insussistenza di convivenza, il Tribunale ritiene tale motivazione infondata. “Sul punto, invero, il tenore letterale ella legge è chiaro, precludendosi l’emanazione del decreto ministeriale di acquisto della cittadinanza allorché sia intervenuto lo scioglimento, l’annullamento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio e non sussista la separazione personale dei coniugi. Nessun rilievo viene infatti attribuito alla effettività della convivenza e alla pendenza o meno di un procedimento di separazione personale”.

La sentenza viene segnalata da Melting Pot anche come la vittoria di una donna, oggi cittadina italiana, che è stata ripetutamente vittima delle violenze del marito, dal quale, perciò, ha dovuto allontanarsi. Ricostruiscono la vicenda gli avvocati che hanno rappresentato la donna.

LA SENTENZA

 

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