LOGISTICA. 16% IMMIGRATI

11 Apr 2014

Al recente congresso nazionale della Filt CGIL sono stati presentati i dati elaborati dall’Istituto Bruno Trentin e dall’Isfort (l’istituto superiore di formazione e ricerca per i trasporti) sul lavoro immigrato nel settore della logistica, un mondo sempre più fiorente in termini di ricavi e di espansione produttiva, ma ormai senza regole, pervaso com’è da un’illegalità diffusa, che ha provocato grosse distorsioni con gravi forme di sfruttamento di lavoratori, in prevalenza stranieri. In particolare l’Isfort ha ricostruito il sistema produttivo dela logistica degli ultimi 20 anni, con tutte le trasformazioni avvenute nel corso del tempo, con l’avvenuto passaggio dalla grande impresa strutturata alle piccole realtà polverizzate sul territorio. Un modello che vale oggi 100 miliardi di fatturato, pari al 7% del Pil (pari alla spesa sanitaria), che comprende 25.000 imprese e oltre un milione di addetti. L’attività preponderante sono i servizi di magazzinaggio, dove si concentrano le cooperative di facchinaggio (per i 75%), ma assai numerose sono anche le imprese di autotrasporto e spedizioni. Un sistema dove l’anello debole della filiera è il lavoro e il difetto principale il costo del lavoro al ribasso. E, come logica conseguenza, proprio il lavoro è sempre meno retribuito e qualificato, mentre cresce il precariato (con punte dell’80% nelle principali realtà del Nord), il ricorso al finto part time (20% in media), dove solo un quarto degli addetti risulta essere a tempo indeterminato. Un mondo caratterizzato dalla presenza ormai cospicua (40.000 unità, equivalenti al 16%) di lavoratori immigrati, oggetto dell’indagine dell’Istituto Bruno Trentin. Le differenze con i colleghi italiani sono sostanziali, in termini di profili professionali, retribuzioni, e purtroppo anche infortuni sul lavoro, logica conseguenza delle attività di movimentazione merci, pesanti e a rischio, che sono costretti a svolgere. Ma un riflesso positivo c’è nel tesseramento Filt, dove gli stranieri sono il 24% degli iscritti, e considerando gli under 35, la presenza degli immigrati ha raggiunto il 50. (sintesi da Rassegna.it)

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