MASERATI AUTO, CONTRATTO DI SOLIDARIETÀ: “IL PROBLEMA NON È IL TIPO DI AMMORTIZZATORE SCELTO, MA I CRITERI CONVENUTI TRA L’AZIENDA E GLI ALTRI SINDACATI”

17 Nov 2016 contratto, fiom, maserati,

Modena, 17 novembre 2016

In merito alle repliche di Fim/Cisl e Uilm/Uil alla Fiom/Cgil sui contratti di solidarietà in Maserati, la prima considerazione da fare, è che un sindacato serio dovrebbe per prima cosa rispondere alla proposte aziendali che peggiorano le condizioni dei lavoratori e non agli altri sindacati.
E’ chiaro che in linea generale, come ho già detto, il contratto di solidarietà è migliorativo rispetto alla cassa integrazione, innanzitutto perché permette di allungare la copertura degli ammortizzatori sociali e perché consente di redistribuire la riduzione dell’orario di lavoro in modo più equo.
Ma è altrettanto vero che l’impatto che il CdS ha sui lavoratori è direttamente proporzionale al numero degli esuberi dichiarati. Più alto è il numero degli esuberi, maggiore è il numero delle ore non lavorate. Questo i sindacalisti Zanetti (Uilm) e Uriti (Fim) dovrebbero saperlo e quindi fa differenza costruire un CdS su 150 esuberi e non 70, come sempre dichiarato dall’azienda in questi mesi (120 esuberi dichiarati, meno 41 addetti trasferiti momentaneamente in Ferrari, meno 10 trasferiti definitivamente in altre aziende del gruppo).
Infatti, i 150 esuberi, su una platea di 251 lavoratori, che Fim Uilm e Fismic hanno convenuto con l’azienda, determinano una riduzione media massima mensile dell’orario del 60% per gli 8 mesi di applicazione del CdS a partire dal 1° dicembre 2016. Se invece si fossero presi a riferimento i 70 esuberi, la riduzione media dell’orario sarebbe stata intorno al 30%.
Inoltre, sulla garanzia di mantenimento della maturazione dei ratei durante la Cigo come sostenuto dalla Uilm, si omette di dire che la stessa 13^ del 2016 non verrà corrisposta totalmente ai lavoratori perché l’azienda ha già informato che sarà decurtata per effetto dell’incidenza delle giornate di cassa integrazione effettuate nel 2016. Questa è l’ennesima bugia da parte della Uilm per avvallare accordi che non sono stati neppure condivisi in assemblea con i lavoratori interessati.

La Fiom/Cgil di Modena non ha nessuna pregiudiziale a firmare accordi di contratti di solidarietà, tantomeno quello in Maserati. Ne è la riprova che il ricorso ai CdS nei casi di crisi aziendali in provincia di Modena portano tutti la firma della Fiom/Cgil. Ma i CdS devono avere contenuti che da un lato consentano all’azienda di gestire la crisi, dall’altro devono essere meno impattanti possibile sui lavoratori. E il numero dell’esubero dichiarato è determinante per far sì che un CdS sia più o meno impattante sulle condizioni dei lavoratori. E questo i miei colleghi Zanetti e Uriti dovrebbero saperlo, essendo sindacalisti come il sottoscritto.
Qualora si riaprisse la trattativa e si tenesse conto anche delle richieste della Fiom, non avremmo nessun problema a firmare il CdS in Maserati, come avviene in tutte le altre aziende di Modena.

Cesare Pizzolla, segretario Fiom/Cgil Modena

Maserati Auto, firmato accordo senza la Fiom sul contratto di solidarietà che aumenta gli esuberi momentanei a 150 anzichè 70, comunicato stampa 15.10.2016

image_print

Articoli correlati

01 Set 2026 alessandro de nicola

INVECCHIAMENTO DEMOGRAFICO E CALO DELLA NATALITÀ, SERVONO PIÙ RISORSE PER LE POLITICHE PUBBLICHE DI WELFARE, CONTRASTO ALLA PRECARIETÀ E SOSTEGNO AI REDDITI DEI LAVORATORI

“Siamo nel pieno di una transizione demografica che sta modificando profondamente struttura e distribuzione delle famiglie modenesi – afferma Alessandro […]

31 Ago 2026 affitti

DAL 22 SETTEMBRE DOMANDE PER IL BONUS AFFITTO

Il sindacato inquilini Sunia Cgil informa che dalle ore 12 del 22 settembre alle ore 12 del 20 ottobre 2026 […]

28 Ago 2026 caro carburante

CRISI ENERGETICA E COSTI PER I LAVORATORI: URGENTE UN CONFRONTO CON ISTITUZIONI ED IMPRESE, NON BASTANO LE MISURE SULLE ACCISE

“Cgil, Cisl e Uil chiedono che, attraverso la contrattazione territoriale, istituzioni e imprese, comprese le multiutility pubblico-private, si facciano carico […]