Napolitano/"Mettere al bando tutti i possibili motivi di discriminazione"

10 Set 2009

“Di indubbia attualità è il richiamo alla non discriminazione, cui ci vincola la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, che indica tutti i possibili motivi di discriminazione da mettere al bando: il sesso, la razza, il colore della pelle o l’origine etnica o sociale, le convinzioni personali, le convinzioni politiche, fino, così recita l’articolo 21 della Carta, alla disabilità e all’orientamento sessuale”. E’ quanto ha affermato il Presidente della Repubblica aprendo i lavori alla Farnesina della Conferenza Internazionale sulla violenza contro le donne.
Per il Presidente Napolitano “la concreta affermazione dei diritti umani costituisce una innegabile pietra di paragone della condizione effettiva delle popolazioni e delle persone, del grado di avanzamento materiale e spirituale di un paese”. “Se ci sono – ha osservato il Capo dello Stato – fattispecie terribili di violenza – quelle associate a situazioni di conflitto e di emergenza, o a costumi barbarici come quello delle mutilazioni genitali femminili – troppe altre si riscontrano anche in paesi moderni avanzati: la violenza sessuale nella sua forma più brutale – l’aggressione e lo stupro – ma anche le violenze domestiche e le violenze, di varia natura, nel mondo del lavoro”.
Il Presidente Napolitano ha quindi detto: “Qualunque parte del mondo e qualunque paese rappresentiamo in questa sala, dobbiamo sentirci egualmente responsabili dell’incompiutezza dei progressi faticosamente realizzati per l’affermazione della libertà, della dignità, e della parità di diritti delle donne. E dobbiamo sentirci egualmente impegnati a perseguire conquiste più comprensive, garantite e generalizzate”.
Per il Presidente della Repubblica “la lotta contro ogni sopruso ai danni delle donne, contro la xenofobia, contro l’omofobia, fa tutt’uno con la causa indivisibile del rifiuto dell’intolleranza e della violenza, in larga misura oggi alimentate dall’ignoranza, dalla perdita di valori ideali e morali, da un allontanamento spesso inconsapevole dai principi su cui la nostra Costituzione ha fondato la convivenza nazionale democratica.

Fonte: Presidenza della Repubblica

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