19 Mar 2026 cantiere, fillea, modena, morti sul lavoro, salute sicurezza,
L’operaio morto stamattina all’interno del cantiere di Palazzo Boschetti, l’ex sede della Banca d’Italia in corso Canalgrande a Modena, rappresenta l’ennesima inaccettabile morte sul lavoro nel settore edile che rimane il settore più colpito dalle morti bianche e dagli infortuni.
La sicurezza rimane purtroppo una delle piaghe del lavoro su cui si continua a speculare considerandola un costo invece che un sacrosanto diritto costituzionale.
Il sindacato Fillea Cgil e la Cgil chiedono da tempo l’istituzione di una Procura nazionale per la prevenzione degli infortuni per contrastare quella che è una vera e propria emergenza nazionale.
Misure come la patente a crediti non sono sufficienti a contrastare gli incidenti, in un Paese in cui, come dimostra anche ciò che è accaduto stamattina a Modena, si continua a morire sul lavoro come si moriva cinquanta anni fa. Sono provvedimenti che non servono a debellare la piaga degli infortuni sul lavoro.
Servono piuttosto interventi strutturali, investimenti in vera prevenzione e in formazione durante tutto l’arco della vita lavorativa, investimenti in assunzioni del personale addetto ai controlli nei cantieri e qualificazione delle imprese del settore.
Continuiamo purtroppo a registrare in edilizia nella fascia di età tra i 50 e i 65 anni un aumento degli infortuni, spesso mortali.
Servono azioni urgenti e concrete dal momento che le morti sul lavoro in Italia continuano ad aumentare sfiorando la media di quattro persone morte al giorno.
Ai familiari del lavoratore deceduto, le più sentite condoglianze della Fillea e della Cgil di Modena.
Pietro Imperato, segretario sindacato edili Fillea Cgil di Modena
Aurora Ferrari, segreteria Cgil di Modena
Modena, 19/3/2026

