OSSIDAN E RIMAS, AZIENDE STORICHE DI SAN CESARIO, CESSANO L’ATTIVITÀ. 32 LAVORATORI SENZA FUTURO

15 Set 2015 fiom, presidio,

San Cesario sul Panaro, 15 settembre 2015

Negli incontri fatti con le direzioni aziendali nei giorni scorsi, la Fiom/Cgil di Castelfranco ha appreso che due storiche aziende metalmeccaniche di San Cesario sul Panaro, Ossidan e Rimas, cessano l’attività produttiva da inizio settembre.
Si tratta di imprese presenti da alcuni decenni sul territorio comunale: Ossidan è nata nel 1972, Rimas di proprietà di Ossidan ha iniziato la produzione ad inizio Anni Novanta, e complessivamente impiegano 32 lavoratori, 17 in Ossidan e 15 in Rimas. Entrambe le aziende sono specializzate in trattamenti termici e verniciatura di componenti.
“Già da anni le due imprese denunciano problemi di bilancio e fatturato, con importanti perdite economiche” spiega William Neri della Fiom/Cgil. Dal 2008 è stato iniziato l’utilizzo di ammortizzatori sociali per la conservazione dei posti di lavoro, ma negli ultimi 6 mesi, anche a causa della riduzione temporale degli ammortizzatori introdotti dalle nuove normative, la situazione è precipitata.
Da inizio settembre sono stati infatti attivati ammortizzatori sociali per cessazione di attività: la Cigs per 12 mesi per cessazione alla Ossidan, mentre per Rimas, che ha meno di 15 dipendenti non è stato possibile attivare neppure l’ammortizzatore standard, ma solo una Cigo in deroga di breve durata e, stante la situazione attuale, da ottobre i lavoratori perderanno il posto definitivamente.

“Negli incontri avuti con la proprietà erano emersi potenziali acquirenti, ma al momento nulla di concreto” continua il sindacalista della Fiom/Cgil. Oggi era in scadenza il pagamento della mensilità di agosto che purtroppo non c’è stato, e i lavoratori che si sono recati in azienda non hanno avuto garanzie in tal senso.
“Le condizioni dei lavoratori sono disperate – afferma William Neri – Si tratta in maggioranza di lavoratori stranieri che non possono contare su aiuti dalle famiglie di provenienza, ci sono anche lavoratrici-donne di difficile ricollocazione e lavoratori di famiglie mono-reddito. In molti hanno difficoltà a mantenere le famiglie e a far fronte alle scadenze delle rate di mutui-affitti-utenze”.
Inoltre, i lavoratori di Ossidan per il nuovo anno di Cigs non possono beneficiare dell’anticipo delle mensilità da parte dell’impresa e potranno percepire gli anticipi solo da parte delle banche (con tutte le difficoltà che ne possono conseguire), attivando le procedure del Protocollo regionale siglato a marzo con le organizzazioni sindacali.

La Fiom/Cgil è al fianco dei lavoratori nella gestione di questa difficile crisi aziendale e si è già attivata per cercare di garantire il pagamento delle spettanze pregresse ai lavoratori.
Il sindacato auspica che eventuali nuovi acquirenti si facciano avanti il più presto possibile e si dichiara sin da subito disponibile ad aprire tavoli di confronto.
Se non arriverà nessun tipo di risposta ai lavoratori, nei prossimi giorni sarà organizzato un presidio davanti al Comune di San Cesario per sensibilizzare anche le istituzioni sulla condizione di 32 famiglie senza lavoro e  senza un futuro.
“Se questa è la ripresa annunciata dal Governo – afferma il rappresentante della Fiom/Cgil – la realtà che tocchiamo quotidianamente con mano è molto diversa anche nel territorio modenese”.

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