PENSIONI, I TAGLI DEL GOVERNO SULLA RIVALUTAZIONE. SPI CGIL “DAREMO BATTAGLIA PER RIAVERE IL MALTOLTO”

06 Mar 2023 governo, pensioni, perequazione, spi, tagli,

Sono arrabbiati i pensionati dello Spi Cgil e denunciano con forza i “tagli” alle pensioni introdotti dal Governo di centrodestra con le nuove fasce di perequazione che penalizzano soprattutto le pensioni da contribuzione lavorativa, ovvero di chi ha versato 42-43 anni di contributi.
Uno scippo ai pensionati – afferma Alfredo Sgarbi segretario Spi Cgil Modena – praticamente è stato decapitato il recupero dell’inflazione, sottratti 3,6 miliardi ai pensionati per destinarli ad altre misure nella Legge di Bilancio, le pensioni che subiscono tagli da 307 euro sino a 3.369 euro all’anno. Insomma – prosegue Sgarbidanni permanenti che non si recupereranno mai più e peseranno negli anni”.
Altro che slogan di soddisfazione come espresso da altri sindacati sulla rivalutazione delle pensioni per 200.000 modenesi. “Questa non è altro che una decisione unilaterale del Governo che ha deciso di rivalutare al 100% del 7,3% (inflazione provvisoria) solo le pensioni più basse, cioè quelle sino a 4 volte il trattamento minimo, ovvero sino a 2.101,52 euro lordi” spiega Roberta Lorenzoni dello Spi Cgil. L’Inps ha quindi proceduto a rivalutare queste pensioni dal 1° gennaio 2023, rimandando a marzo la rivalutazione di quelle di importo superiore per le quali sono previsti invece tagli notevoli, con una riduzione della perequazione su tutte le fasce, sino ad arrivare al 32% del 7,3% per le pensioni superiori a 5.238,81 euro lordi. Insomma, tagli notevoli da 307 a 3.369 euro all’anno come dimostra la tabella in allegato con alcuni esempi calcolati su una pensione media lorda mensile per fasce.
“Inoltre, l’aumento del 7,3% non è certo un <regalo>, una <generosa elargizione> del Governo, ma il risultato dell’inflazione galoppante nel 2022 e che viene recuperata solo in parte dal 7,3%” aggiunge Lorenzoni. Un’altra precisazione riguarda anche l’anticipo del 2% di perequazione 2023 prevista dal Decreto Aiuti Bis di Draghi per i mesi di ottobre-novembre-dicembre 2022: anche qui si tratta di un anticipo non strutturale, poiché decadeva il 31.12.22.
“Insomma, non siamo per niente contenti – commenta il segretario dello Spi Cgil Sgarbici stanno scippando le pensioni, ci sottraggono risorse in modo permanente che non si recupereranno più. E poi con le risorse sottratte ai pensionati non è che si sono finanziati interventi a favore degli stessi, come il Governo ha voluto far credere con l’intervento sui trattamenti minimi: queste sono infatti briciole corrisposte solo per il 2023 e il 2024. Le risorse tolte ai pensionati sono andate invece a finanziare misure come la flat tax”.
Lo Spi Cgil si batterà per tornare all’accordo con il Governo Draghi del 2021, ovvero tornare alla rivalutazione dei Governi Prodi e Amato, dopo anni di penalizzazioni, del 100% sulla pensione sino a 2.101,52 euro lordi, del 90% sulla quota di pensione compresa fra 2.101,52 e 2.626,9% e del 75% su quote di pensione superiore a 2.626,9.

 

confronto indici rivalutazione pensioni 2023

Modena, 6/3/2023

image_print

Articoli correlati

14 Gen 2026 commissariamento

SCUOLA, I SINDACATI CONTRO GLI ACCORPAMENTI: “SCELTE DI BILANCIO CHE PENALIZZANO LA QUALITÀ DELL’ISTRUZIONE”

Flc Cgil, Cisl Scuola e Uil Scuola Rua di Modena esprimono una netta e ferma opposizione al piano di dimensionamento […]

13 Gen 2026 ccnl metalmeccanici

IPOTESI DI ACCORDO PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO INDUSTRIA METALMECCANICA E DELL’INSTALLAZIONE DI IMPIANTI

Consultazione certificata delle lavoratrici e dei lavoratori interessatiFim Cisl, Fiom Cgil, Uilm Uil stanno promuovendo a livello territoriale nei luoghi […]

12 Gen 2026 centro diesel car

OFFICINA CENTRO DIESEL CAR MODENA, SCIOPERO STAMATTINA CONTRO IL FERMO DELL’ATTIVITA’ PRODUTTIVA

Sciopero di un’ora con presidio stamattina dalle ore 11 alle 12 (in FOTO), dei lavoratori del Centro Diesel Car Srl, […]