PRESIDIO DI SINDACATI E ASSOCIAZIONI LUNEDI' 11 MAGGIO C/O PREFETTURA CONTRO IL DDL SICUREZZA

08 Mag 2009 presidio,

Modena, 8 maggio 2009

 

 

 

 

CGIL CISL UIL Arci, Uisp, Acli, Associazione Porta Aperta, Casa delle Culture, Consulta degli Immigrati di Sassuolo, Donne e Giustizia, Casa delle Donne contro la violenza e altre associazioni di volontariato modenesi, dicono NO ai contenuti del DDL Sicurezza sul quale il Governo ha posto il voto di fiducia e che verrà portato alla discussione in aula alla Camera martedì prossimo.

Sindacati e Associazioni esprimono il loro totale dissenso su molte delle misure contenute nel DDL,  perché pervase da forme di razzismo lesive di diritti umani e universali riconosciuti da carte internazionali e dalla nostra Costituzione.

Per questo invitano TUTTI I CITTADINI al PRESIDIO di PROTESTA lunedì prossimo 11 maggio alle ore 17.30 (e sino alle 18.30) davanti alla Prefettura di Modena (viale Martiri della Libertà).

L’introduzione del reato di clandestinità espone lo straniero irregolarmente soggiornante ad un continuo rischio di denuncia (obbligatoria, se a rilevare la condizione di soggiorno illegale è un qualsiasi incaricato di pubblico servizio o un pubblico ufficiale).

Per effetto di questa situazione, l’immigrato irregolare sarà indotto a vivere il più lontano possibile dal circuito della legalità, sarà continuamente ricattabile e eviterà di esercitare il proprio diritto alla salute o all’istruzione per paura dell’obbligo per medici, personale sanitario e pubblici ufficiali, alla segnalazione degli immigrati irregolari che si rivolgono alle strutture sanitarie per essere curati, con danni non solo per l’immigrato ma per tutta la comunità.

Si esprime contrarietà anche all’istituzione delle ronde, che si configurano inefficaci, di intralcio, oltre che di difficile operatività per l’inutile interferenza con l’azione delle forze dell’ordine sul territorio e l’impossibilità a garantire la neutralità politica delle associazioni e dei loro appartenenti. Contrarietà anche all’estensione a 6 mesi della detenzione nei CIE degli immigrati non identificati e in generale a tutto l’impianto del DDL 2180 con le norme sulla tassa per il rinnovo dei permessi e sulla cittadinanza, sul divieto di registrazione allo stato civile, sul permesso a punti, che configurano un’intollerabile restrizione dei diritti umani delle persone e una forte connotazione di discriminazione razziale.

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