PROTOCOLLO BLOCCA-SFRATTI, UN MILIONE DI EURO DA SPENDERE SUBITO PER DARE RISPOSTA ALLE FAMIGLIE IN DIFFICOLTÀ

09 Mar 2012 sfratti, sunia,

Modena, 9 marzo 2012

Il nuovo protocollo blocco-sfratti per il 2012, attualmente in fase di discussione tra le parti sociali, può contare in provincia di Modena su un milione di euro da distribuire alle famiglie che rischiano o hanno già uno sfratto per “morosità incolpevole”, dovuta cioè a calo di reddito per crisi economica (famiglie colpite da disoccupazione, cassa integrazione, mobilità, ecc…).

“Queste risorse – spiegano le segretarie dei sindacati inquilini Antonietta Mencarelli (Sunia) e Eugenia Cella (Sicet) – sono arrivate dalla Regione Emilia-Romagna, dalla Provincia di Modena e dalle quattro Fondazioni bancarie modenesi (Fondazione Cassa di Risparmio Modena, Vignola, Carpi, Mirandola)”.

I sindacati chiedono che queste risorse vengano usate immediatamente per dare risposte alle famiglie in difficoltà, per fare questo occorre avviare subito procedure di conciliazione tra proprietario e inquilino finalizzate a bloccare lo sfratto per 12 mesi e al tempo stesso consentire al proprietario di incassare l’affitto. Affitto che il proprietario si impegna a diminuire del 20% a seguito dell’adesione al protocollo.

“Quindi – spiegano le segretarie di Sunia e Sicet – occorre accelerare i tempi della messa in campo del protocollo blocca-sfratti in quanto sono già trascorsi troppi mesi dalla scadenza del precedente documento scaduto il 6/7/2011”.

Considerata la gravità della situazione economica e abitativa di molte famiglie, è indispensabile fare un protocollo blocca sfratti che possa essere concretamente ed efficacemente applicato per non far perdere la casa al maggior numero di famiglie.

I sindacati inquilini quindi ritengono che si debba procedere per superare lentezze e procedure inefficienti che causerebbero di fatto il fallimento del protocollo stesso, con il risultato di non riuscire a spendere queste risorse per gli sfrattati.

Risorse che i sindacati inquilini Sunia e Sicet si sono impegnati in prima persona per il reperimento facendo continue pressioni istituzionali dal 2010.

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