QUARANTENA COVID, IL GOVERNO RIPRISTINI I FONDI PER PAGARE LA MALATTIA DEI LAVORATORI. LE IMPRESE PERO’ NON SI DEVONO SENTIRE DERESPONSABILIZZATE

02 Set 2021 assenza dal lavoro, confindustria, coronavirus, inps, pagamento quarantena, quarantena, risorse, salute sicurezza,

Il messaggio Inps n.2842 del 6 agosto 2021 fornisce indicazioni operative su come trattare i periodi di assenza dal lavoro causa quarantena da covid.
A fronte del mancato stanziamento delle risorse da parte del Governo per coprire la quarantena, l’Istituto non dà tutela previdenziale dal 1° gennaio 2021 (ovvero non paga la propria quota a copertura dei periodi di assenza dal lavoro, pur non mettendo in discussione l’equiparazione tra quarantena e malattia).
Questa scelta è sbagliata perché rischia di scaricare sui lavoratori, qualora non sia possibile il lavoro a distanza, il peso economico di un’assenza dal lavoro obbligatoria per legge” affermano Cesare Pizzolla e Marco Balili della segreteria Cgil Modena. Questa situazione rischia infatti di indurre molti che hanno avuti contatti con positivi a riflettere sulla eventuale comunicazione da rendere, per non essere collocati in quarantena e quindi rischiare di perdere la retribuzione delle giornate.

“Il Governo – continuano i sindacalisti Cgil – deve velocemente porre rimedio a questa situazione e dare continuità agli stanziamenti per la copertura della quarantena così come avvenuto nel 2020”. In tal senso è importante la dichiarazione del ministro Orlando di qualche giorno fa che si impegna a trovare le risorse per coprire la quarantena per far sì che l’Inps possa pagare quanto di sua spettanza.
Dalle parole bisogna passare velocemente ai fatti per dare certezza e sicurezza ai lavoratori, che non possono andare al lavoro, di ricevere il loro giusto compenso senza dover procedere a vertenze o azioni legali.

In attesa che ciò avvenga, la Cgil non accetterà le posizioni di alcune associazioni d’impresa – Confindustria in testa – che danno indicazioni alle proprie aziende associate di trattare le assenze per quarantena con permessi non retribuiti facendo pagare il costo dell’assenza al lavoratore.
“Le imprese devono sapere – spiegano Pizzolla e Balili – che anche in assenza della quota a carico Inps, è l’azienda che deve garantire la retribuzione corretta e completa ai lavoratori così come prevedono alcuni contratti nazionali di lavoro, ma anche il principio generale che, al lavoratore a cui non viene permesso di lavorare, deve comunque essere garantita la retribuzione spettante”.

Se le imprese scaricheranno i costi sui lavoratori, la Cgil metterà in campo tutte le iniziative sia a carattere sindacale sia a carattere legale per tutelare i lavoratori.
Invece che puntare sulle scorciatoie per far pagare la quarantena ai lavoratori, sarebbe stato più opportuno far sentire anche la voce di Confindustria affinché il Governo ripristini velocemente i fondi per dare coperture a queste assenze.
“E’ paradossale vedere Confindustria “accanirsi” per togliere diritti ai lavoratori – chiudono i rappresentanti Cgil – e dall’altra parte restare in totale silenzio di fronte ad atteggiamenti delle loro associate che chiudono o delocalizzano attività dal territorio modenese, come ad esempio Unifer Navale, Ondulati Maranello e Manifattura Riese”.

 

Modena, 2/9/2021

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