RIMPATRIO VOLONTARIO ASSISTITO: SENZA IL LAVORO OPZIONE IN CRESCITA

09 Apr 2013

 

Il rimpatrio volontario assistito non rappresenta una scelta facile per gli immigrati. Per molti di essi rappresenta il fallimento del proprio progetto di vita. La difficile congiuntura economica spinge però sempre più migranti a pensare al viaggio di ritorno. A conferma di ciò, i ritorni effettuati con la misura del Ritorno volontario assistito (Rva), uno strumento che intende fornire sostegno e assistenza, nella fase di informazione e di preparazione del viaggio, sono passati in Italia dai 228 effettuati nel 2009 (1.300 in totale da giugno 2009 a giugno 2012) agli oltre 1.000 previsti per il corrente anno. Il Consiglio italiano per i rifugiati lo ha promosso con una campagna di comunicazione anche sulle reti televisive.

In occasione della presentazione della campagna di comunicazione e della guida per operatori di Rva, in un incontro promosso da progetto Rete Rirva – Consorzio nazionale idee in rete, Cir, Oxfam Italia, Coop. Gea, Consiglio nazionale Ordine assistenti sociali, il direttore del Consiglio italiano per i rifugiati Christopher Hein ha dichiarato: “Sostenere il ritorno volontario con un progetto che parte da una consulenza sociale in Italia e finanzia le spese di viaggio e quelle per la reintegrazione, attraverso ad esempio progetti di micro-imprenditoria, può fare una differenza sostanziale e rendere il loro ritorno sostenibile. Crediamo che l’assistenza al ritorno volontario debba entrare in maniera ‘normale’ tra gli strumenti di chi lavora con rifugiati e migranti. In nessun modo in opposizione a politiche di integrazione, ma come risposta a dei bisogni specifici che emergono sempre più urgentemente da un segmento della popolazione. E come servizio alla persona deve essere inteso e presentato, sfatando uno stereotipo che troppo spesso ha accompagnato questa misura”.

http://www.cir-onlus.org/Comunicato%20stampa%2027%20marzo%202013.htm

http://www.cir-onlus.org/Al%20via%20campagna%20informativa.htm

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