03 Lug 2014 fiom,
Modena, 3 luglio 2014
Grande affermazione della Fiom/Cgil di Modena nella tornata di rinnovi delle Rsu (Rappresentanze sindacali unitarie) nelle aziende metalmeccaniche modenesi.
Nei primi 35 rinnovi della Rappresentanza Sindacale (su un totale di 50 rinnovi da qui a fine luglio) sono stati eletti finora 120 delegati, di cui 110 sono andati alla Fiom/Cgil, 6 alla Fim/Cisl, 4 alla Uilm/Uil.
La Fiom/Cgil in questi rinnovi ha aumentato la sua rappresentanza, e quando non l’ha aumentata, ha mantenuto lo stesso consenso delle precedenti elezioni, sia in termini percentuali che di numero di delegati.
La Fiom/Cgil si attesta al 90% della rappresentanza in termini di numero di voti mentre la Fim/Cisl è al 6% e la Uilm/Uil è al 4%.
In questi primi 35 rinnovi delle Rsu, in 8 elezioni si sono presentate anche Fim/Cisl e Uilm/Uil, ma in ben 27 elezioni delle Rsu non sono riusciti a trovare i candidati per poter presentare la loro lista.
Rispetto agli 8 rinnovi in cui erano presenti tutte e tre le sigle sindacali – e dunque anche Fim e Uilm hanno trovato iscritti disponibili a concorrere nelle elezioni della RSU – a Modena è andata così: in Bosch RexRoth Oil Control stabilimento di Nonantola e di Modena (il secondo gruppo in termini di dimensioni dopo Fiat) la Fim/Cisl non è riuscita a trovare i candidati per poter presentare la sua lista, mentre nella precedente elezione aveva 2 delegati su 9, e la Uilm/Uil è riuscita ad eleggere 1 delegato su 9.
Altro caso eclatante è la Titan di Finale Emilia, dove nella precedente elezione la Fiom aveva 3 delegati su 7 mentre in questo rinnovo la Fiom/Cgil ha 4 delegati su 7 e quindi è maggioranza assoluta nella Rsu.
In Angelo Po Grandi Cucine su 5 delegati la Fiom/Cgil ne elegge 4 e la Fim/Cisl uno, le lavoratrici ed i lavoratori anche in questo caso hanno scelto di affidare la loro rappresentanza alla Fiom/Cgil con il 75% di consensi.
Tra le aziende dove invece Fim e Uilm non hanno trovato candidati disponibili, vi sono aziende storiche della provincia di Modena: G.B. Ricambi, Goldoni, Mantovani Benne, PM Group, Rizzi, Rossi Motoriduttori, Tecnord, Zadi, per citarne alcune.
Visti questi risultati, che la Fiom comunicherà ufficialmente anche a Confindustria Modena, è stupefacente che in alcuni siti della Fim-Cisl sulla campagna di rinnovo delle RSU in provincia di Modena, si parli di un avanzamento in termini di rappresentanza di questa Organizzazione Sindacale. Probabilmente hanno dei verbali di elezione della RSU differenti dai nostri.
Sarebbe opportuno che Fim e Uilm valutassero i dati in termini di consenso per quello che sono e non per quello che vorrebbero che fossero.
Dovrebbero analizzare profondamente ciò che sta accadendo e maturare la consapevolezza del loro disastro alle scelte sindacali che hanno fatto e che stanno continuando a fare in termini di contrattazione, di democrazia.
E’ evidente che questo risultato dovrebbe far riflettere Fim e Uilm sulle scelte che negli ultimi anni hanno portato ad una spaccatura tra i lavoratori metalmeccanici, anche modenesi, e riteniamo anche ovvio che se Fim e Uilm tornassero a dare valore alla tutela collettiva, alla contrattazione e rivedessero la loro posizione sulla vicenda Fiat potrebbero avere un riconoscimento da parte delle lavoratrici e dei lavoratori, iscritti al sindacato e non, differente rispetto ad un 6% e ad un 4% che non rappresenta assolutamente un avanzamento della loro rappresentanza.
Finché non rivedranno i loro obiettivi sindacali, che stanno danneggiano i lavoratori e il movimento sindacale, temo che il loro aumento in termini di rappresentanza rimarrà un sogno o un cattivo incubo.
Simone Selmi Fiom/Cgil Modena

