INCONTRO DELLE ORGANIZZAZIONI EDILI CON LA COMMISSIONE CONSILIARE SPECIALE PER IL MONITORAGGIO DELLA CRISI ECONOMICA

21 Apr 2011 sciopero,

Modena, 21 aprile 2011

Si è svolto mercoledì 20 presso il municipio di Modena l’audizione delle organizzazioni sindacali di categoria Cgil-Cisl-Uil, delle associazioni di categoria e degli ordini professionali, sull’andamento e le prospettive del settore costruzioni per valutare la situazione attuale e le proposte per migliorare i tempi delle autorizzazioni e delle concessioni edilizie.
Un’occasione importante dove i vari attori che si muovono sulla scena del comparto delle costruzioni hanno potuto rappresentare all’amministrazione comunale, i dati della crisi del settore e i problemi nei quali si dibatte l’intera filiera, che va dai progettisti alle imprese di costruzione, quelle dei materiali e non per ultimi i problemi legati alla situazione occupazionale.
Sono state evidenziate con nettezza le criticità che partono da un calo del comparto edile a Modena che è tra i più elevati dell’intera regione. Risulta infatti dai dati delle casse edili della regione che gli occupati a Modena sono calati nel biennio 2008-2010 del 35,9%, pari a 4.430 lavoratori in meno iscritti nelle nostre casse edili. In regione, se si esclude la provincia di Ferrara che registra un calo del 43% sempre nel biennio considerato, che significa 2.274 lavoratori persi, la metà di quelli persi da Modena, vediamo che solo Bologna e Reggio registrano cali superiori al 30% e tutte le altre province attestarsi su percentuali sotto il 25% di calo occupazionale.
Le organizzazioni sindacali hanno fatto notare come nella nostra provincia si sia sostanzialmente stata persa in edilizia occupazione equivalente ad uno stabilimento come quello di Mirafiori, senza che, nonostante i nostri reiterati appelli e grida di allarme, si sollevasse un adeguato clamore intorno a questa situazione.
Abbiamo confermato all’amministrazione l’urgente necessità di intervenire a sostegno del settore, orientando le imprese al recupero ed alla riqualificazione urbana, alle ristrutturazioni volte al risparmio energetico ed alle infrastrutture. Con nettezza si è denunciato l’effetto negativo determinato dalla legge dello stato che impone ai comuni il patto di stabilità, che sta mettendo in crisi ulteriormente il settore.
L’assessore Sitta, presente all’audizione, è intervenuto in conclusione per rispondere, ci è parso in modo esaustivo, alle istanze delle associazioni presenti in merito all’esigenza di semplificazione amministrativa ed in particolare ha rinnovato l’impegno a rendere applicabile senza aggravi burocratici insormontabili, la recente normativa antisismica.
Su tre temi il presidente Andreana ha, nelle sue conclusioni, preso impegni relativamente al proseguo del confronto sulla crisi del comparto edile, nell’ambito dei problemi finanziari delle imprese aggravate anche dai posticipati pagamenti delle pubbliche amministrazioni, sul tema della programmazione dei bisogni futuri in ambito di edilizia abitativa e, molto importante, rispetto al tema della legalità, aumentando il lavoro di diffusione dei protocolli sugli appalti a tutti i lavori pubblici e privati.
La Fillea Cgil, prendendo atto degli impegni e della discussione, che valuta positivamente, carica metaforicamente questo bagaglio di impegni presi, sul FurgoFillea per portare tra i cantieri che visiteremo nei prossimi giorni, questo ulteriore tassello dell’impegno volto alla tutela dei lavoratori delle costruzioni, assegnando allo sciopero generale Cgil del 6 maggio anche la valenza di iniziativa che solleciti l’attuazione di queste misure.

Sauro Serri
segretario sindacato edili Fillea/Cgil Modena

Modena, 18 aprile 2011
ALTRA TAPPA DEL FURGOFILLEA A MODENA: COMPARTO EDILE, PERICOLOSAMENTE SULL’ORLO DEL PRECIPIZIO EVOCATO DA SITTA

A Modena città il giro del FurgoFillea ci consente di verificare l’estrema lucidità dell’analisi dell’assessore all’urbanistica Sitta, sulla difficoltà in cui ci dibattiamo e sugli effetti che la crisi ha provocato al sistema produttivo e, in modo particolare, per quanto ci compete, al sistema delle costruzioni.

A fianco di importanti cantieri che procedono nel ridisegno della città, recuperando e riqualificando l’area della fascia ferroviaria (l’ultimo grande disegno di sistema della città, ancora da completare), si trovano situazioni di grave crisi determinate sia da cause endogene che esogene.

Importanti imprese impegnate nel settore degli appalti pubblici soffrono dell’effetto determinato dal Patto di Stabilità, sui tempi di pagamento di lavori pubblici, a volte già completati e di cui già i cittadini modenesi stanno usufruendo. Abbiamo inviato ai comuni modenesi una richiesta unitaria di incontro per affrontare questi temi ed incontreremo a giorni, la Commissione Consiliare Speciale Per il Monitoraggio della Crisi Economica presieduta da Michele Andreana a cui rappresenteremo, tra le altre cose, anche queste problematiche endogene.

Più complicata è la situazione di alcune imprese che, a causa dei sommovimenti Nord Africani, hanno visto bloccarsi importanti appalti già acquisiti, aggiungendo problemi a problemi.

E’ quindi estremamente importante che si colga, almeno per quanto riguarda il comparto delle costruzioni, l’invito che l’assessore Sitta ha rivolto nei giorni scorsi, in un’intervista alla Gazzetta di Modena del 14 aprile, di smetterla con le strumentalizzazioni politiche e di rimettere il Lavoro al centro, come “tema dei temi”.

In quell’intervista sono 10 temi i su cui, dice Sitta, dobbiamo fare davvero tutti sistema: manifatturiero, terziario, agroalimentare, la pista di Marzaglia, l’Università, la logistica, il turismo, la cultura, il Novi Park, le infrastrutture. Sei di quei temi di confronto, manifatturiero, la pista di Marzaglia, l’Università, la logistica, il Novi Park, le infrastrutture, attengono direttamente il comparto delle costruzioni che dovrebbe, a Modena, trovare una piattaforma comune da portare in discussione con la società e con le rappresentanze economiche, politiche e sindacali, attraverso lo strumento degli “Stati Generali delle Costruzioni” per mettere in chiaro bisogni, esigenze e proposte per la salvaguardia del nostro comparto e per lo sviluppo della nostra città.

Le preoccupazioni e le difficoltà, che i lavoratori ci hanno manifestato in questo nostro giro di confronto cittadino, sono convergenti con le considerazioni proposte, si teme il declino e si chiede con forza che vengano messe in atto politiche che siano di sviluppo e di crescita quale condizione per il salvataggio prima, e di rilancio poi dell’intero comparto.

In questo quadro credo che certe discussioni, quali quelle su via Cannizzaro o sulla piscina nel parcheggio del Parco Ferrari, assumerebbero un tono diverso, potrebbero essere valutate inserendole con coerenza in un disegno complessivo di riqualificazione anche urbana di Modena, tema importante e vitale per il settore edile e per la città.

Sauro Serri, segretario generale sindacato edili Fillea/Cgil Modena

Immagini al link:
http://www.youtube.com/user/Fillea100
e alla pagina Facebook: Fillea-cgil modena

Modena, 15 aprile 2011
SECONDA TAPPA DEL FURGOFILLEA: LA ZONA DI VIGNOLA, TRA CRISI E BUROCRAZIA

La seconda impegnativa tappa del furgone della Fillea/Cgil è stata ieri nella zona di Vignola. Le prime fermate dei sindacalisti del settore edile della Cgil sono state presso alcuni cantieri privati nel comune di Spilamberto.
Qui la situazione è paradigmatica di una modalità ormai prevalente di portare avanti il processo produttivo in edilizia, nei cantieri visitati la prevalenza è di lavoratori cosiddetti a “partita Iva”, non dipendenti, non artigiani, non imprenditori di se stessi. Queste figure ammesse nei cantieri edili perché una legislazione inadeguata non prevede nessun tipo di qualificazione per dichiararsi imprenditori edili, se non l’apertura di una partita Iva, sono la nuova frontiera dello sfruttamento. Molti di questi lavoratori erano, fino a qualche mese fa, probabilmente dipendenti della stessa azienda per cui ora sono “subappaltatori”. Questa modalità, che non è vietata e non regolamentata, fa si che nei cantieri edili vi siano figure come queste senza diritti e senza tutele, in balia di quelli che non abbiamo timore di qualificare come neo-caporali.
L’iniziativa della Fillea-Cgil è su due fronti: da un lato la campagna di raccolta firme stop caporalato, dall’altro l’impegno a realizzare una struttura di consulenza e tutela per questi lavoratori con lo scopo di toglierli dal limbo delle partite Iva: sia coloro che, a volte anche inconsapevolmente, si sono trovati invischiati in questi meccanismi, sia quella parte di partite Iva che, consapevolmente, hanno tentato questa strada per continuare a lavorare.

Un’altra fermata è stata presso lo stabilimento Italcementi di Savignano, che ha cessato l’attività ormai da un anno e mezzo e che vede ancora 14 lavoratori in cassa integrazione straordinaria. La Cigs terminerà a settembre e il sindacato sta affrontando con l’impresa il tema di andare ad occupare i lavoratori ancora in Cigs, sia attraverso l’offerta di posti presso altri stabilimenti del gruppo (cosa per altro non facile visto che il più vicino è in provincia di Ravenna) o in altre aziende non Italcementi.
Importante per noi sarà nelle prossime settimane, capire se il progetto industriale di campo fotovoltaico nella cava Italcementi in comune di Guiglia potrà determinare l’assorbimento di lavoratori che alla fine della Cigs non avessero trovato occupazione. Anche su questo progetto innovativo gravano incognite derivanti dalla scellerata scelta del Governo nazionale di eliminare gli incentivi sul fotovoltaico. L’impianto rischia di non vedere la luce o comunque di essere penalizzato dal cambio delle regole in corso d’opera che come primo effetto ha determinato un grave danno alla sostenibilità economica di questo progetto industriale.

Infine, una sosta al nuovissimo impianto della Calcestruzzi Vignola, un investimento coraggioso che seppure pronto e in condizioni di lavorare ed occupare 30 addetti, è fermo per incomprensibili ed inaccettabili motivazioni burocratiche fatte di ripensamenti, ricorsi al Tar, comitati più o meno interessati alla sorte dei lavoratori e dell’impresa, assodato che ogni possibile garanzia sulla sicurezza dell’impianto è stata, più volte, fornita e documentata. L’amara considerazione conclusiva in merito a questo episodio è che dove non poté la crisi, riuscì la burocrazia.

La nostra prossima tappa ci porterà a Modena città.

Immagini al link:
http://www.youtube.com/user/Fillea100?feature=mhum#p/a/u/1/g_bJzveuEdQ
e alla pagina Facebook: Fillea-cgil modena

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