SEMINARIO SULLE OPPORTUNITA' PER L'ITALIA DELLA FINANZA ISLAMICA

06 Nov 2009

Si è svolto ieri alla Farnesina un seminario sulla finanza islamica intitolato “Quale opportunità per l’ Italia ?”. L’ evento è stato organizzato dall’ Osservatorio per il Mediterraneo in collaborazione con il Forum Strategico del Ministero degli Esteri.
Il Seminario ha approfondito i vari aspetti della Finanza islamica, “esaminandone sia la filosofia, gli strumenti e i prodotti, che le esperienze concrete, analizzate dal punto di vista degli esperti internazionali ed italiani”. Uno spazio specifico è stato dedicato anche alla finanza italiana per il Mediterraneo ed alla finanza etica nella prospettiva cattolica.
“Se ci impadronissimo degli strumenti della finanza islamica, potremmo penetrare meglio con le nostre imprese nei Paesi arabo-musulmani” ha detto il Ministro Frattini, che alla Farnesina chiudendo i lavori. “L’Italia e’ il primo partner commerciale europeo dell’Arabia Saudita ed e’ nella ‘top three’ degli Emirati arabi, del Qatar e del Kuwait”, ha ricordato il Ministro.
”Il sistema Italia deve quindi guardare a questi grandi mercati” e deve capire che ”o la sfida la cogliamo noi o, la coglieranno altri prima di noi”. Il Ministro ha poi ricordato che esiste un ”accordo quadro” tra l’Abi e l’Unione delle banche arabe e che ”si sta cercando la compatibilità delle regole della finanza islamica” con quelle della finanza internazionale. In questo ”non bisognerebbe adottare una legislazione specifica motivata dal carattere islamico” di queste attivita’ finanziarie, perche’ ”darebbe il senso di quella separatezza che noi vogliamo evitare”, ma piuttosto ”sarebbe utile un monitoraggio dell’applicazione reale delle regole della finanza islamica”.
Per il Ministro, inoltre, questo sistema finanziario inoltre gioverebbe anche all’integrazione delle comunita’ islamiche che vivono in Italia. Frattini ha concluso affermanco che la finanza islamica è ”un’opportunita’ per trovare soluzioni per uscire dalla crisi economica globale e nuove idee per la riforma delle istituzioni economiche internazionali”.

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