SISTEMA APPALTI NELL’AGRO-ALIMENTARE MODENESE: I COSTI ORARI PER FACCHINI E DISOSSATORI SOTTO LA SOGLIA MINIMA DI GARANZIA

05 Ago 2015 filt, flai,

Sta degenerando il sistema degli appalti nel distretto modenese della lavorazione carni! Il modello è sempre quello: l’azienda principale, spesso con un prestigioso marchio, appalta varie attività lavorative (logistica e lavorazione carni) a un Consorzio di cooperative di manodopera. Quest’ultimo affida poi l’appalto a una cooperativa di lavoro consorziata. Statuto e Regolamento della cooperativa peggiorano poi le condizioni normative e contrattuali dei lavoratori. L’estrema ricattabilità dei soci-lavoratori, causata dalla mancanza della tutela dell’articolo 18 e da rapporti associativi spesso distorti rispetto alle previsioni della L. 142/2001, prepara il terreno per l’obiettivo finale: dimezzare il costo del lavoro.

Facciamo qualche esempio proprio sul costo del lavoro.
Prendiamo il Bilancio di Alcar Uno spa di Castelnuovo Rangone: il costo del lavoro medio per un lavoratore dipendente è pari a 27,48 euro/ora (dati 2013).
Prendiamo ora il Bilancio di Evolution Soc. Coop., cooperativa che opera negli appalti di Alcar Uno e Globalcarni con soci-lavoratori, formalmente “facchini”, ma in realtà anche occupati come disossatori: il costo del lavoro medio per socio-lavoratore crolla a 13,22 euro/ora (dati 2013).
Consideriamo anche Log-man Soc. Coop., altra cooperativa impiegata nei medesimi appalti: anche utilizzando tutto il “Valore della produzione”, cioè il compenso per tutti i servizi effettuati nel 2013 (pari a 6.915.583 euro), rapportati ai 231 soci lavoratori per 2016 ore annuali, ipotizzando che tale denaro possa essere impiegato tutto per il pagamento dei salari e dei contributi, si arriva a meno di 15 euro/ora.

GRAFICO comunicato stampa FLAI FILT su costo orarioPer i soci-lavoratori delle cooperative si tratta di un costo del lavoro lontano dalla corretta applicazione contrattuale, ma non solo: siamo al di sotto dei 20,50 euro/ora previsti dalle “Tariffe di Riferimento per le operazioni di facchinaggio” stimate annualmente dalla Direzione Territoriale del Lavoro di Modena per indicare la soglia “remunerativa rispetto al costo minimo del lavoro e della sicurezza”.

Le aziende agroalimentari non possono addossare semplicemente la responsabilità alle cooperative. Le norme prevedono per loro l’obbligo di responsabilità solidale rispetto ai lavoratori in appalto (D. Lgs. 276/003) nonché l’obbligo di garantire i livelli retributivi dei Contratti Nazionali di riferimento.

Il sistema appalti nel distretto agroalimentare modenese sta creando sacche di irregolarità, se non di illegalità, già segnalate dall’inchiesta della Guardia di Finanza di agosto 2014.
Non è questo il modello di sviluppo che vogliamo nel nostro territorio!

Modena, 5 agosto 2015

Flai CGIL – Filt CGIL
Modena

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