28 Mag 2013
di Laila Nini
Secondo la relazione della Commissione europea presentata in data 15 aprile 2013, il numero di persone oggetto della tratta, all’interno dell’Ue e verso l’Ue, è aumentato del 18% nel biennio 2008-2010, mentre è diminuito il numero di trafficanti catturati nelle carceri, infatti le condanne evidenziano un calo del 13%.
Soltanto sei paesi dei ventisette stati membri, si attengono alla direttiva Anti-tratta, emanata dall’Ue, e l’hanno recepita; tre di questi paesi hanno provveduto in modo parziale, mentre i termini di recepimento sono scaduti.
Gli stati membri dell’Ue, dovrebbero evitare la creazione del fenomeno della tratta degli esseri umani, infatti è importante che recepiscano ed attuino pienamente le leggi e le misure adeguate ed opportune per limitarlo.
Il rispetto totale della direttiva, può determinare un impatto reale e concreto sulle persone vittime del fenomeno e può evitare il reato.
Le misure di intervento riguardano diversi ambiti quali il diritto penale, l’azione penale contro gli autori del reato, il sostegno alle vittime e i loro diritti nel procedimento penale e la prevenzione.
Vengono istituiti dei relatori nazionali, per ciascun paese membro, per tenere sotto controllo e quantificare l’impatto delle attività anti-tratta nell’Ue e verso l’Ue.
La Commissione europea ha raccolto un quadro di insieme di diritti delle vittime della tratta degli esseri umani, per una maggiore informazione e per una facile lettura dei diritti del lavoro, sociali, di soggiorno, e di risarcimento, di cui possono beneficiare i singoli soggetti in base al diritto dell’Ue.
Questo quadro di insieme, verrà utilizzato dalle vittime e dagli operatori che lavorano nel settore della tratta degli esseri umani, permettendo e favorendo così l’assistenza e la protezione a tutti coloro che ne necessitano.

