UNAR. DAI MEDIA PIÙ ATTI DISCRIMINATORI

31 Mar 2014

Se nel 2012 le denunce di atti discriminatori erano riconducibili in buona parte ai contesti di lavoro (37,7%), nel 2013 questo allarmante primato è stato raggiunto dai mass media (26,2%) e dalla vita pubblica (21,1%); rispetto al lavoro la percentuale si è assestata al 16%. Lo rileva l’Unar.

L’attenzione su questo settore strategico di inclusione resta però alta. In questo ambito specifico, infatti, l’accesso all’occupazione rimane il momento in cui si verifica la maggior parte delle discriminazioni (71,9%), che riguardano soprattutto l’età (47,8%) e la razza e l’etnia (37,7%), e vengono segnalati più dalle vittime (55,8%) che dai testimoni (21,2%).

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