20 Nov 2014 presidio,
Bologna, 20 novembre 2014
La decisione della Corte di Cassazione, oltre a creare indignazione, ripropone in tutta la sua drammaticità la vicenda Eternit.
Come Cgil avevamo chiesto alla Corte di non accogliere la richiesta del Procuratore generale in quanto la prescrizione non sarebbe dovuta subentrare perché siamo di fronte ad un disastro ambientale doloso permanente, le cui cause sono tutt’ora vive ed operanti e continueranno a determinare effetti disastrosi per le persone coinvolte.
L’amianto ha ucciso e sta uccidendo e condividiamo le prime dichiarazioni del pm Guariniello con le quali afferma che ci sono tutte le condizioni per procedere con l’accusa di omicidio.
L’amianto è una bomba a orologeria a lungo periodo: non è possibile che coloro che l’hanno innescata siano trattati come dei gran signori.
Di amianto si muore e si continua a morire.
Per quanto ci riguarda non ci fermeremo e dopo avere costituito nei giorni scorsi AfeVA Emilia Romagna, l’associazione che rappresenta i famigliari e le vittime dell’amianto, attiveremo tutte le iniziative utili a rendere giustizia ai lavoratori e cittadini morti per mano di veri e propri delinquenti, che hanno giocato con la vita delle persone per interessi economici.
Proseguiremo con il “piano regionale amianto” e con la richiesta dello sblocco del “piano nazionale amianto”, attiveremo una campagna d’ informazione e formazione nelle scuole, nei comuni, nei posti di lavoro, attraverso la collaborazione con AfeVA, attiveremo tutte le iniziative utili a tutelare gli esposti e gli ex esposti.
Oggi pomeriggio parteciperemo a Bologna ad un presidio denuncia, unitamente ai lavoratori dell’OGR, che si terrà alle 16,30 in Piazza Nettuno.
Questo paese, pur sgangherato che sia, non si merita un trattamento di questo tipo.
Andremo avanti sino a quando non sarà fatta giustizia e non saranno adottate tutte le scelte utili a debellare l’amianto dalla nostra vita.
CGIL Emilia Romagna AfeVA Emilia Romagna

