VERTENZA CASTELFRIGO, LA VENDETTA DEI PADRONI

02 Ago 2016 castelfrigo, flai, sciopero,

IL LICENZIAMENTO DI DUE DELEGATI SINDACALI DELLA CGIL PRESSO GLI APPALTI DELLA CASTELFRIGO DI MODENA RIPORTA IL CONFRONTO SINDACALE AGLI ANNI ’60

Martedì 2 agosto 2016, alle otto del mattino, orario d’inizio lavoro dei “socilavoratori” della Cooperativa di manodopera Work Service presso la Castelfrigo srl di Castelnuovo Rangone (Modena), si ripete una delle solite scene nella fabbricacaserma dei fratelli Ciriesi: i vigilantes privati bloccano l’accesso a un lavoratore “perché questo è l’ordine ricevuto”.

A volte è il cambiamento improvviso dell’orario di lavoro (si entra per fasce di 5 minuti, per razionalizzare la partenza della produzione); a volte è una richiesta di documenti d’identità per etnia (un giorno vengono controllati solo i cinesi); altre volte è un provvedimento disciplinare, come dei giorni di sospensione. Ma in ogni caso la prima vera difficoltà è decifrare questi motivi perché, come ha dichiarato Cecilia Berselli, che ha rappresentato la Direzione Aziendale di Castelfrigo al tavolo di confronto in Prefettura del 27 luglio 2016: “Non abbiamo intenzione di aprire un canale diretto di confronto con la CGIL. La CGIL non è il nostro sindacato. Ci sono gli avvocati, ci sono le PEC [= Posta Elettronica Certificata].”

E così, in nome della trasparenza, è stato: alle 19:12 del 1° agosto 2016 una PEC dalla “Work Service” comunica, a nome di Hyra Rustem, Presidente della suddetta Cooperativa di manodopera, che la società “è costretta” a comunicare il licenziamento per giusta causa ai due delegati ghanesi della CGIL, Amissah Charles Kweku e Hammond Roland, i quali avrebbero minacciato alcuni “responsabili” della cooperativa. Già, perché di solito, nelle Cooperative di manodopera, il presidente è solo una comparsa in qualche tavolo ufficiale: le figure che contano sono il “capo”, il quale si presenta come “gestore”, cioè colui che con molta umiltà “organizza il lavoro per i ragazzi”; le altre figure sono i “responsabili”, come quello fatto cacciare con gli scioperi di febbraio che, se ti azzardavi ad andare in bagno perché non ce la facevi più, ti lasciava a casa per qualche giorno senza stipendio.

I fratelli Ciriesi, proprietari della Castelfrigo, hanno le idee chiarissime sulle vertenze che attraversano il loro sito produttivo: “E’ tutta politica”. La convizione che, togliendo la politica, i problemi vadano a posto da soli, è tipica di chi pensa che sia meglio eliminare i problemi che risolverli. Il licenziamento dei due delegati sindacali non è che il coronamento di questa idea, che ha alla radice una profonda insofferenza per le istituzioni democratiche di questo paese. Ebbene sì: è tutta politica. E’ per questo che la FLAI-CGIL starà di fianco a quei lavoratori che, come nelle lotte sindacali di tanti anni fa, in una situazione precaria e di ricatto, hanno cercato equità e giustizia anche dentro le mura della fabbrica.

Modena, 2 agosto 2016

Flai Cgil Modena

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