VERTENZA FIREM, CGIL E FIOM RISPONDONO A CONFIMI MODENA

28 Ago 2013 fiom, firem, metalmeccanici, presidio,

Siamo sconcertati dalle dichiarazioni del presidente dell’Area Meccanica Confimi Modena e del direttore generale Apmi/Confimi che sulla vicenda Firem avanzano argomentazioni tese a giustificare la scelta di delocalizzare in Polonia come “una semplice scelta di sopravvivenza”.

Non è accettabile attribuire alla Cgil e alla Fiom l’equivalenza “tutti gli imprenditori modenesi uguale padroni delle ferriere”: mai questa semplificazione è appartenuta al nostro modo di interpretare il ruolo dell’impresa e degli imprenditori modenesi!

Anche perché consideriamo sbagliato e superficiale prestare il fianco a strumentalizzazioni che servirebbero a dare copertura a quegli atteggiamenti imprenditoriali che consideriamo gravissimi e che un tessuto sociale ed economico sano, come quello modenese, dovrebbe unanimemente condannare!

Ribadiamo che è inaccettabile la logica di contrapporre il diritto al lavoro sempre a qualcosa: Marchionne contrappone il lavoro ai diritti, la famiglia Riva il lavoro alla salute, e la Firem contrappone il lavoro alla competitività.

L’impresa ha un ruolo sociale (così come recita la Costituzione) e quando un imprenditore fa una scelta deve tener conto degli effetti che questa avrà sui propri dipendenti e sul territorio. Quei dipendenti e quel sistema territorio che in questi 50 anni hanno permesso alla Firem di nascere, crescere e fare profitti.

Il problema della competitività delle imprese modenesi e italiane, è un problema reale, che va affrontato, non scappando ma confrontandosi, anche con le parti sociali, e investendo in innovazione, sviluppo e in qualità di prodotto e di processo produttivo, e non puntando solo alla riduzione del costo del lavoro.

La Cgil di Modena, ha saputo dare prova di responsabilità trovando in molti casi soluzioni alle problematiche aziendali, garantendo allo stesso tempo le tutele per i lavoratori e non impoverendo il tessuto produttivo del nostro territorio.

Per queste ragioni respingiamo con forza quelle argomentazioni che pur, criticando il metodo, tendono a giustificare la scelta di delocalizzare.

La questione Firem ha messo nudo tutti i limiti della legge 428/90 sul trasferimento d’impresa oggi inconciliabile con il nuovo scenario globale che spinge sempre più imprese a decidere di portare fuori le attività dal nostro Paese.

Serve una revisione della legge che metta più vincoli e deterrenti alla delocalizzazione, con politiche utili a ricercare maggiore competitività di sistema, per mantenere le imprese sul nostro territorio, scongiurando in futuro episodi simili a quello della Firem.

Infine, sarebbe importante che, a partire dal sistema di rappresentanza delle imprese modenesi, si evitassero sterili polemiche e ci si concentrasse maggiormente sulla possibilità di trovare risposte e soluzioni che, come dimostra il confronto attivato in queste settimane, possano garantire continuità produttiva e occupazionale della Firem sul territorio modenese.

Modena, 28 agosto 2013

Tania Scacchetti, segretario generale Cgil Modena
Cesare Pizzolla, segretario generale Fiom/Cgil Modena

Vedi tutto il materiale pubblicato sul “caso Firem” nel sito CGIL Modena


image_print

Articoli correlati

03 Set 2026 assunzioni

AVVIO ANNO SCOLASTICO, LE NOVITA’ INTRODOTTE CREANO CAOS E PREOCCUPAZIONE

L’anno scolastico prende il via tra novità strutturali e pesanti criticità organizzative. Nella provincia di Modena, i dati sulle assunzioni […]

01 Set 2026 alessandro de nicola

INVECCHIAMENTO DEMOGRAFICO E CALO DELLA NATALITÀ, SERVONO PIÙ RISORSE PER POLITICHE PUBBLICHE DI WELFARE, CONTRASTO ALLA PRECARIETÀ E SOSTEGNO AI REDDITI DEI LAVORATORI

“Siamo nel pieno di una transizione demografica che sta modificando profondamente struttura e distribuzione delle famiglie modenesi – afferma Alessandro […]

31 Ago 2026 affitti

DAL 22 SETTEMBRE DOMANDE PER IL BONUS AFFITTO

Il sindacato inquilini Sunia Cgil informa che dalle ore 12 del 22 settembre alle ore 12 del 20 ottobre 2026 […]