VERTENZA ITALCARNI CARPI: COSA CI ASPETTIAMO DALLE CENTRALI COOPERATIVE

08 Giu 2010 flai, sciopero,

Carpi, 8 giugno 2010

 

 

 

 

L’incontro con la Direzione della cooperativa ITALCARNI di Carpi, svolto venerdì 4 giugno, non ha prodotto nessun passo in avanti in questa difficile vertenza. L’azienda persiste sulla strada dei licenziamenti, degli affitti di rami d’azienda e degli appalti di parti del processo produttivo.

Nel pomeriggio di ieri martedì 7 giugno si sono effettuate altre 3 ore di sciopero, durante le quali  si è tenuta l’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori ITALCARNI.

In questa occasione abbiamo deciso di proclamare altre iniziative di lotta e di inviare ufficialmente la richiesta d’incontro alle centrali cooperative LEGACOOP e CONFCOOPERATIVE di Modena.

Le Organizzazioni Sindacali hanno immediatamente ricevuto, nella giornata di ieri, il comunicato stampa di LEGACOOP Modena nel quale, oltre alla consapevolezza della difficile situazione economica e gestionale in cui si trova ITALCARNI, LEGACOOP si rende disponibile a partecipare solo su richiesta di  ITALCARNI, sua associata.

Dispiace, però, non aver notato in quel comunicato stampa nessun passaggio inerente l’occupazione o sulla nuova organizzazione del lavoro che si vorrebbe introdurre in ITALCARNI (appalti e affitti), così come l’assenza di preoccupazioni in merito alla mancanza di un serio e credibile progetto industriale della cooperativa. Una cooperativa, che è bene ricordarlo, è la più importante del settore a livello nazionale, con un’inestimabile patrimonio di competenze e professionalità che non possono essere disperse con logiche di licenziamenti e “spezzettamenti” del ciclo produttivo che non hanno nulla a che vedere con la storia del movimento cooperativo modenese.

Come organizzazioni sindacali rispettiamo profondamente le autonomie che le associazioni di rappresentanza devono avere, ma in questo caso dovrebbero saper giocare un ruolo più deciso in questo difficile confronto.

Un ruolo più deciso in un comparto strategico per la filiera alimentare cooperativistica modenese, sia sul versante degli allevamenti, che sul versante della lavorazione e trasformazione delle carni suine. Non possiamo dimenticare che il 50% delle quote di Grandi Salumifici Italiani appartiene alla storica cooperativa UNIBON, e che ITALCARNI detiene il 27,31% di azioni di UNIBON. Per non dimenticare il ruolo della GRANDE DISTRIBUZIONE (COOP e CONAD) che, oltre ad essere cliente diretto di ITALCARNI, utilizza questa cooperativa direttamente e indirettamente per dare valore aggiunto ai prodotti che vende a proprio marchio.

La mancanza di un progetto industriale strategico, quindi, non riguarda solo ITALCARNI, ma anche altri. Per questo riteniamo importante ed urgente un intervento immediato delle Centrali cooperative per il futuro di ITALCARNI, ma anche di tutta la filiera.

 

Flai/Cgil e Fai/Cisl   Carpi

image_print

Articoli correlati

15 Gen 2026 comitato società civile per il no

NASCE A MODENA IL COMITATO PER IL NO AL REFERENDUM COSTITUZIONALE SULLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE DEI MAGISTRATI (RIFORMA NORDIO)

Si è presentato stamattina alla città il Comitato modenese della società civile per il NO al referendum costituzionale sulla riforma […]

14 Gen 2026 commissariamento

SCUOLA, I SINDACATI CONTRO GLI ACCORPAMENTI: “SCELTE DI BILANCIO CHE PENALIZZANO LA QUALITÀ DELL’ISTRUZIONE”

Flc Cgil, Cisl Scuola e Uil Scuola Rua di Modena esprimono una netta e ferma opposizione al piano di dimensionamento […]

13 Gen 2026 ccnl metalmeccanici

IPOTESI DI ACCORDO PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO INDUSTRIA METALMECCANICA E DELL’INSTALLAZIONE DI IMPIANTI

Consultazione certificata delle lavoratrici e dei lavoratori interessatiFim Cisl, Fiom Cgil, Uilm Uil stanno promuovendo a livello territoriale nei luoghi […]