16 Lug 2026 carpi, concordia, modena, nonantola, pastasciutta antifascista, pavullo, soliera,
La “Pastasciutta Antifascista” celebra la caduta del governo Mussolini avvenuta il 25 luglio 1943
Il suo valore simbolico all’epoca fu rappresentare la riconquista della libertà negata per vent’anni. Oggi è una grande festa popolare nella quale si ricordano i valori della Costituzione, della democrazia e della pace.
La tradizione nasce a Campegine, in provincia di Reggio Emilia, dove il 25 luglio 1943, alla notizia dell’arresto di Mussolini, la famiglia Cervi festeggiò offrendo nella piazza del paese quintali di pasta condita con burro e parmigiano.
Il gesto aveva un forte valore politico e sociale. Infatti la pasta era stata per anni indicata dal regime come cibo “sovversivo” osteggiandone il consumo perché ritenuta “non patriottica” e poco adatta ai soldati e preferendo ad essa il riso. Condividere la pastasciutta fu un modo per celebrare la fine delle imposizioni, anche quelle più assurde.
In un periodo di guerra, fame e privazioni, offrire un piatto di pasta a tutti rappresentò la speranza di pace, solidarietà e fratellanza. Anche perché rappresentarono tutto questo i sette fratelli Cervi furono uccisi dai fascisti nel dicembre del 1943.
Le locandine delle iniziative in provincia di Modena alle quali aderisce Cgil







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