3 GIORNI DI SCIOPERO ALLA CARGILL CONTRO IL PIANO DI RISTRUTTURAZIONE. DOMANI VEN 5 APRILE LE PRIME 8 ORE

04 Apr 2013 flai, sciopero,

Modena, 4 aprile 2013

 

 

 

 

Sciopero domani venerdì 5 aprile di 8 ore, a cui si aggiungono altre 8 ore lunedì prossimo 8 aprile, più altre 8 ore ancora da definire, al mangimificio Cargill di Santa Maria di Mugnano di Modena. 

Gli scioperi, proclamati da Flai/Cgil e Fai/Cisl nazionali e territoriali, sono la prima reazione ad un piano di riorganizzazione aziendale che prevede licenziamenti collettivi senza ricorso alla Cassa Integrazione.

Cargill, di proprietà delle famiglie statunitensi Cargill e MacMillian, è la più grande multinazionale a controllo familiare del mondo non quotata in borsa. In Italia, con la Divisione Animal Nutrition, è diventata leader nel settore mangimistico acquisendo e ristrutturando stabilimenti da più di una decina d’anni. Fino ad oggi le ristrutturazioni hanno sempre visto il coinvolgimento delle Organizzazioni Sindacali dei lavoratori per raggiungere accordi condivisi, ma ora, al sesto anno di crisi, arriva l’apertura unilaterale di una procedura di licenziamento per 60 dei circa 800 dipendenti in Italia.

Quest’ultima ristrutturazione comporterà la chiusura degli stabilimenti di Termoli (CB) e di Jesi (AN), il licenziamento di una ventina di impiegati, nonché il taglio di 5 dipendenti sul sito di Modena che ne conta complessivamente 18. Per la provincia di Modena sarebbe la seconda ristrutturazione, dopo la chiusura nel 2012 dell’altro stabilimento di San Felice sul Panaro.

Rispetto alle proposte sindacali di affrontare le attuali difficoltà di mercato aprendo una Cassa Integrazione Straordinaria, la dirigenza italiana di Cargill ha comunicato che la direttiva americana è di procedere alla messa in mobilità degli esuberi.

Il colosso Cargill è presente in 65 paesi e nel 2012 ha potuto vantare un utile netto delle sue attività globali per 1,17 miliardi di dollari. I rapporti tra azienda e dipendenti vengono periodicamente monitorati misurando, attraverso appositi questionari, il grado di appartenenza verso l’azienda. Scopriamo ora quanto sia basso il grado di appartenenza contrario, quello dell’azienda verso i lavoratori.

 

 

Marco Bottura    Flai/Cgil

Mario Zoin         Fai/Cisl

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