27 Gen 2026 cgil, comitato società civile per il no, legge nordio, referendum giustizia, riforma costituzionale,
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RIFORMA COSTITUZIONALE SULLA GIUSTIZIA
La riforma è riferita ai Magistrati, sia i Pubblici Ministeri (PM) che sostengono l’accusa, sia i Giudici che emettono le sentenze. Nella riforma è coinvolto il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) che gestisce nomine, trasferimenti e disciplina dei Magistrati.
La riforma consiste nella separazione delle carriere di Magistrati e PM e nella duplicazione del CSM.
La separazione delle carriere non necessita di modificare la Costituzione. È normata da una legge ordinaria che permette di fare il passaggio una sola volta e nei primi 10 anni della carriera.
Nonostante questo la Riforma Nordio prevede
- due concorsi di accesso distinti,
- carriere completamente separate,
- due CSM distinti per Giudici e PM,
- la creazione di un nuovo organo chiamato Alta Corte Disciplinare.
Tutto questo comporta un significativo aumento dei costi per i cittadini
Ora i componenti del CSM sono eletti secondo il principio di rappresentanza e responsabilità.
La riforma prevede che i membri dei due CSM siano sorteggiati secondo un principio di casualità.
Il sorteggio non è neutro: i due CSM sono composti per 2/3 da Magistrati (Togati) e per 1/3 da professori ed avvocati (cosiddetti Laici). I Togati sono sorteggiati dalla base complessiva di Giudici e PM, i Laici sono sorteggiati da una ristretta lista predefinita dalla maggioranza di Governo. Il CSM decide i capi delle Corti e delle Procure con la componente laica forte e coesa perché espressione della maggioranza a fronte della componente togata frammentata e debole.
La conseguenza per i cittadini è avere meno garanzie anche per effetto di una maggiore influenza politica con il rischio che i capi degli uffici giudiziari siano più sensibili alle direttive politiche che alla applicazione della legge.
Con la riforma Nordio si crea il nuovo organo della Alta Corte Disciplinare con diverse criticità:
- composizione ristretta, ne fanno parte solo Magistrati di Cassazione, sono esclusi i Magistrati che lavorano quotidianamente nei tribunali;
- appello alle proprie sentenze, si elimina il controllo esterno della Corte di Cassazione ed è la stessa Alta Corte Disciplinare a giudicare in appello le proprie decisioni;
- il presidente è di emanazione politica in quanto scelto tra coloro che sono stati sorteggiati dalla lista ristretta presentata dalla maggioranza di Governo;
- la riforma non indica la proporzione tra Togati e Laici nei singoli collegi che giudicano e rimanda la decisione ad una futura legge ordinaria. In linea di principio la maggioranza parlamentare che approverà tale legge potrebbe approvare collegi a maggioranza Laica e quindi di emanazione politica. Il rischio sarebbe che l’azione disciplinare potrebbe essere utilizzata per intimidire Magistrati (Giudici e PM) ad occuparsi di casi scomodi per i Poteri Forti.
LE RAGIONI PER IL NO
CSM A SORTEGGIO
I Togati sono frammentati, i Laici sorteggiati da una lista ristretta della maggioranza sono più coesi. Le nomine strategiche rischiano di essere sotto il controllo della maggioranza politica
ALTA CORTE DISCIPLINARE
È un organo chiuso con unica possibilità di appello al suo interno e una composizione che una legge futura potrà rendere a maggioranza di emanazione politica
MENO INDIPENDENZA DEI MAGISTRATI
A garanzia dell’autonomia della magistratura c’è un sistema di pesi e contrappesi che viene indebolito esponendo la magistratura a condizionamenti
La riforma riguarda tutte le cittadine e tutti i cittadini, è in gioco la Costituzione e la qualità della nostra democrazia.

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