27 Mag 2026 disabili, domus assistenza, educatori, educatrici, flc, fp, personale inclusione scolastica, servizi inclusione scolastica,
Dopo il definitivo fallimento del tentativo di conciliazione presso la Prefettura di Modena del 28 aprile, la mobilitazione di educatrici ed educatori del servizio di inclusione scolastica per bambini e ragazzi disabili (cosiddetto Personale Educativo Assistenziale-PEA) della cooperativa Domus Assistenza, sfocia inevitabilmente nello sciopero. I sindacati Fp Cgil Modena e Uil Fp Modena e Reggio proclamano perciò l’astensione collettiva dal lavoro per l’intero turno della giornata di venerdì 29 maggio con presidio dalle ore 9.30 alle 12 presso la sede di Domus Assistenza (via Emilia Ovest 101).
La situazione ha ormai superato il livello di guardia: le condizioni contrattuali di questo settore, troppo spesso violate e non rispettate, hanno reso la professionalità di questi lavoratori e lavoratrici totalmente incompatibile con la loro stessa sopravvivenza economica.
“Siamo di fronte a lavoratori e lavoratrici – dichiarano Simona Ugolotti di Fp Cgil e Nicola Maria Russo di Uil Fp Modena e Reggio – a cui si chiede il massimo dell’impegno e della competenza, ma ai quali non viene garantito nemmeno il minimo per vivere dignitosamente con la conseguente migrazione degli stessi verso altri contesti lavorativi, corsi di laurea oramai vuoti e difficoltà oggettiva nel reperire nuovo personale formato”.
“La battaglia per la dignità del personale PEA – proseguono i sindacalisti – non riguarda solo le cooperative sociali che gestiscono il servizio, ma chiama in causa direttamente i Comuni che appaltano e le scuole che accolgono i minori”. La responsabilità deve essere condivisa. Per rompere le storiche barriere che frammentano il settore, i sindacati Fp Cgil e Uil Fp, assieme ai funzionari del sindacato scuola Flc Cgil, hanno fortemente voluto e organizzato assemblee congiunte il cui obiettivo è unire il mondo dei lavoratori statali e quello della cooperazione, troppo spesso messi in contrapposizione da logiche d’appalto al ribasso, per ricordare a tutti che il fine unico del sistema resta il benessere e l’inclusione dei minori in difficoltà.
A esacerbare il clima si aggiunge poi il comportamento inaccettabile della cooperativa. La parte datoriale continua a far passare il concetto – all’interno oltretutto di incontri di formazione – che il riconoscimento del diritto al pasto all’educatore, che mangia assieme all’utente, è un costo superfluo e comprimibile, negando invece una tutela base. La Cooperativa, inoltre, fa leva sul lato emotivo delle dipendenti, sostenendo che il riconoscimento del pasto creerebbe una discriminazione salariale verso coloro che non lo hanno, mentre in modo surrettizio nega un diritto proprio della condizione lavorativa in cui si trovano a operare le lavoratrici e i lavoratori. A questo si somma un sistema che strema quotidianamente gli operatori, con contratti part time involontari con orari che impediscono loro di avere una seconda occupazione lavorativa, rapporti di lavoro con sospensione della retribuzione nei mesi estivi, negazione sistematica di fruire delle ferie durante l’anno scolastico al di fuori delle chiusure collettive, scaricando pretestuosamente tutta la responsabilità sui vincoli e sulle rigidità degli appalti pubblici e sulle richieste dei committenti di una rigida continuità educativa.
Gli educatori ed educatrici PEA dicono basta alla logica del “lavorare per pura buona volontà”. “Venerdì 29 maggio – concludono Ugolotti e Russo – questi lavoratori protesteranno per contratti dignitosi ed il riconoscimento dei propri diritti fondamentali e della loro dignità professionale. La dignità del lavoro e il futuro dell’inclusione scolastica non possono più attendere.”


