29 Mag 2026 appropriatezza cure mediche, crid unimore, diritto alla salute, medicina di genere, spi, uguaglianza,
Si svolge lunedì 8 giugno il confronto pubblico “Medicina di genere e diritto alla salute” promosso da Cgil, sindacato pensionati Spi Cgil e Unimore, a conclusione del progetto avviato a dicembre 2024 “Conoscere la medicina di genere tra salute, diritto e territorio: istruzioni per l’uso”.
L’incontro si tiene alle ore 9.30 presso gli orti Sociali San Faustino (via L.Da Vinci,158). Apre i lavori il segretario Cgil Modena Alessandro De Nicola, a seguire (9.45) le relazioni di Marco Mondello Crid-Centro di Ricerca Interdipartimentale su Discriminazione e Vulnerabilità di Unimore, Silvana Borsari ginecologa e Ornella Bonacina segreteria Spi Cgil Modena.
Alle ore 10.45 tavola rotonda con: Massimo Mezzetti sindaco di Modena e presidente Ctss, Nerina Dirindin docente Scienza delle Finanze ed Economia sanitaria presso Università degli Studi di Torino, Luca Baldino direttore generale AOU Modena, Tania Scacchetti segretaria nazionale Spi Cgil. Modera il confronto Valentina Montorsi coordinatrice Cgil distretto Sassuolo.
I promotori del progetto che si è sviluppato tra il 2024 e il 2025 sono stati il Crid-Centro di Ricerca Interdipartimentale su Discriminazioni e vulnerabilità (Crid) di Unimore, i sindacati Cgil e Spi Cgil, professioniste della sanità, e ha visto il coinvolgimento di pensionati, lavoratori, delegati aziendali (Rsu), rappresentanti di Enti territoriali – Asl, Comitati Consultivi Misti, Comuni – operatori, medici e rappresentanti di associazioni quali Arci, Anpi, Vivere Donna.
Da allora si sono svolti incontri divulgativi nei sette distretti della provincia di Modena coinvolgendo circa 400 persone, con l’obbiettivo di promuovere il superamento delle diseguaglianze nell’accesso alle cure mediche e promuovere pari opportunità nella ricerca sanitaria, nella prevenzione, nella diagnosi e cura, indipendentemente dai generi e dall’età anagrafica, e migliorare l’accesso alla sanità pubblica a prescindere dalle condizioni socioeconomiche.
Approccio necessario per tutelare due diritti fondamentali come il diritto alla salute e il principio di eguaglianza. Ancora oggi si assiste infatti a diseguaglianze tra i generi in ambito clinico dal momento che sia la prevenzione, la diagnostica che la cura, fanno riferimento ad una ricerca troppo spesso tarata su modelli che prendono a riferimento il maschio quarantenne in buona salute.
Dagli incontri è emerso che uno dei fattori per ridurre le disuguaglianze sanitarie è la prossimità dei servizi, individuando le Case di Comunità come punto di riferimento per la presa in carico, per l’appropriatezza delle cure e per lo sviluppo della medicina preventiva e di gruppo. Altrettanto importante è l’accessibilità ai servizi e alle cure mediche attraverso la riduzione delle liste di attesa e la centralità dei servizi pubblici universalistici.
Tutti fattori questi che sono alla base della proposta di legge di iniziativa popolare sulla sanità lanciata in queste settimane dalla Cgil insieme a quella sul lavoro negli appalti.
Inoltre il progetto Medicina di genere si interseca anche con l’Agenda Sanità dell’Emilia Romagna siglata recentemente con Cgil Cisl Uil per il rilancio della sanità pubblica, e ha dato un contributo nella discussione per la definizione delle linee guida per la contrattazione socioterritoriale modenese definite dai tre sindacati pensionati Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil per il triennio 2026-2028.
Modena, 1/6//2026


