25 Giu 2026 blocco straordinari, fiom, mobilitazione, piano industriale, riorganizzazione aziendale, stato agitazione, trasferimenti collettivi,
Il piano industriale e la riorganizzazione presentata mettono in discussione gli stabilimenti riducendo il personale con l’espediente dei trasferimenti
FIOM-CGIL, FIM-CISL, UILM-UIL di Modena, unitamente alla RSU ed all’Assemblea dei lavoratori della sede di Modena di Zenita Group – azienda leader nelle infrastrutture ICT sicure e nella cybersecurity – ritengono irricevibile e respingono con forza il sedicente piano industriale presentato dal Gruppo a livello nazionale.
Dietro la facciata di una “riorganizzazione strategica” si nasconde, in realtà, un brutale piano di 167 esuberi mascherati attraverso il trasferimento di altrettanti lavoratori a livello nazionale.
Il territorio modenese viene colpito duramente: ben 20 dipendenti su un totale di 58 sono destinati al trasferimento presso la sede di Milano. Una scelta non solo sbagliata ma condotta in violazione di norme e contratti. Vengono infatti coinvolti
- lavoratori che non possono essere trasferiti, quali i lavoratori con disabilità o soggetti tutelati dalla Legge 104 (art. 3, comma 3),
- lavoratori in fasce d’età fragili per il mercato del lavoro (donne sopra i 48 anni e uomini sopra i 52 anni)
- delegati sindacali, mettendo così a rischio anche la rappresentanza dei lavoratori in azienda.
Il vero obiettivo di Zenita Group è ormai evidente: dopo aver già annunciato la chiusura della sede di Napoli, il management punta a svuotare lentamente e progressivamente tutte le sedi periferiche, compresa quella di Modena. Obiettivo arrivare alla loro definitiva chiusura?
Fiom, Fim, Uilm e la Rsu denunciano con sdegno l’atteggiamento dell’azienda. Trattandosi di una procedura collettiva la direzione aziendale anziché convocare sindacati ed Rsu – come tassativamente previsto dalla legge per operazioni di questa portata – sta procedendo a telefonate individuali a singoli lavoratori per indurli ad accettare il trasferimento presso la sede di Milano. Questo piano non risponde a una crisi di mercato, infatti l’azienda sta acquisendo e continuerà ad acquisire altre società già presenti sul mercato. Dunque si usano i trasferimenti forzati invece di costruire un piano industriale che garantisca occupazione e sviluppo futuro.
Come già avvenuto nella sede di Napoli, anche a Modena il sindacato ed i lavoratori rispondono compatti. Viene pertanto proclamato l’immediato STATO DI AGITAZIONE di tutto il personale. Viene disposto il BLOCCO IMMEDIATO di qualsiasi prestazione di lavoro straordinario e flessibilità.
Nei prossimi giorni verranno comunicate le iniziative di sciopero e mobilitazione che saranno coordinate a livello nazionale con i lavoratori delle altre sedi del Gruppo
Esigiamo il ritiro di questo piano di licenziamenti mascherati e l’apertura di un confronto serio per un vero piano industriale che mantenga e sviluppi tutti i siti industriali. A fronte di questa vertenza nazionale, chiediamo formalmente alla Regione Emilia-Romagna l’attivazione immediata di un tavolo di crisi aziendale che, data la capillarità del Gruppo sul territorio italiano, veda il coinvolgimento diretto del MIMIT (Ministero delle Imprese e del Made in Italy).
La dignità dei lavoratori non si trasferisce e non si licenzia. La mobilitazione comincia adesso
FIOM-CGIL – FIM-CISL – UILM-UIL
Modena
La RSU Zenita Group Modena
L’Assemblea dei Lavoratori Zenita Group Modena
Modena, 25/6/2026

