05 Ago 2026 filctem, gambro vantive,
“L’interessamento per la Gambro Vantive di tre gruppi industriali con un’esperienza radicata nel settore della dialisi renale è un punto di partenza ma non ancora la soluzione a questa crisi, innescata da operazioni finanziarie, che ha toccato il biomedicale modenese. Ora devono pesare due fattori: un piano industriale solido e il no, radicale, alla tentazione di uno spezzatino industriale”.
Così Filctem Cgil Modena, Femca Cisl Emilia Centrale e Uiltec Uil Modena, unitamente all’Rsu aziendale, spiegano l’esito dell’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori della Gambro di Medolla, convocata il 4 agosto scorso. Assemblea che ha discusso le novità emerse durante l’ultimo incontro al Ministero delle Imprese e del Made in Italy del 30 luglio, a cominciare dal passo in avanti manifestato da tre player industriali, intenzionati ad acquistare Gambro.
“Senza dubbio avere come interlocutori in questa fase imprese vere, non fondi finanziari, va nella direzione più volte auspicata dalle Organizzazioni sindacali e dalle Istituzioni ma la nostra attenzione e quella dei lavoratori resta altissima. Guai a pensare di essere fuori dal guado”, avvertono Filctem, Femca e Uiltec modenesi.
Il motivo della grande prudenza sindacale è semplice: dalla procedura in corso dovrà uscire il nome dell’acquirente di Gambro e quel nome dovrà essere scelto sulla base della qualità del piano industriale che accompagnerà la sua proposta. “La strada per arrivare a definire i paletti inderogabili di quel piano è però ancora incerta: l’azienda ha confermato che si sta valutando anche la vendita dell’intero sito ad un solo acquirente ma permangono comunque le incognite sul perimetro della vendita – osservano i sindacati –. Significa che vogliamo sapere, con estrema chiarezza, quali sono gli asset specifici oggetto della cessione, dal momento che, ancora una volta, l’azienda non ha dato risposte certe, delegando il tutto a mere dinamiche di mercato. Un aspetto, questo, che richiede il massimo livello di attenzione e determinazione da parte del sindacato, dei lavoratori e delle lavoratrici per disinnescare la tentazione di ‘soluzioni spezzatino’, per mantenere gli attuali livelli occupazionali e per garantire gli investimenti. Investimenti indispensabili, dopo anni di immobilismo, per il rilancio di Gambro”.

